Ieri
Enlarge cover
Rate this book
Clear rating

Ieri

by
3.91 of 5 stars 3.91  ·  rating details  ·  269 ratings  ·  46 reviews
Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezza dell'abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Nato «in un villaggio senza nome, in un paese senza importanza», ha trascorso l'infanzia nella miseria, all'ombra della madre che era la ladra, la mendicante, la puttana del paese. Quando, tra i molti uomini che vedeva entrare e uscire di casa,...more
Paperback, L'Arcipelago Einaudi, 99 pages
Published January 1st 2002 by Einaudi (first published January 1st 1969)
more details... edit details

Friend Reviews

To see what your friends thought of this book, please sign up.

Reader Q&A

To ask other readers questions about Ieri, please sign up.

Be the first to ask a question about Ieri

Community Reviews

(showing 1-30 of 542)
filter  |  sort: default (?)  |  rating details
Mariel
Mar 07, 2012 Mariel rated it 5 of 5 stars  ·  review of another edition
Recommends it for: Yesterday came to Paul McCartney in a dream no lie
Recommended to Mariel by: Line on the line
Yesterday, my head didn't hurt and I could sleep. It was months ago that I read this book. It was weeks ago, and then days ago that I turned on my computer and sat down to not write a review (or whatever these things are that I call reviews. Loosely, a review). Hours ago, too. Now it's really tomorrow. I've had that debate many times about if it is today or tomorrow if it's the hour when you or other people are usually asleep. I usually fall on the side of it is tomorrow after midnight. Time has...more
Cristina
Nel vento si cammina da soli

E si lo so 5 stelle sono molte. Non ne toglierei nemmeno mezza però.
La storia è di una tristezza devastante.
Se dovessi associarla ad un film, questo sarebbe: "L'uomo senza sonno".
Ad un colore non potrebbe che essere il grigio.
Ad una stagione, l'inverno siberiano.
Ad un amore, quello impossibile.
Ad una vita, la più misera.
M. Sarki
http://msarki.tumblr.com/post/7507612...

First it is a fantasy, brutal but fun, about a couple of lies and a boy named Tobias Horvath who changes his name to Sandor Lestor because of something terrible he thinks he has done back in his country of origin. A couple noteworthy events for me early on were that Sandor does not much like babies period, and he is tired of sex for fun. He wants only the woman he loves named Line, who just so happens to also be his half sister. But unsurprisingly she is n...more
Noce
Potrei sempre cancellare l’account.


Questo pomeriggio li sentirò suonare alla mia porta. Guarderò attraverso lo spioncino e li vedrò.

Saranno loro e lo saprò prima ancora di aprire. Quindi, spalancherò la porta all’inevitabile: i lettori entusiasti della Kristof.

Saranno lì, tutti ammassati sul pianerottolo e lungo le scale. Saranno tantissimi e la fila di gente proseguirà fuori in strada.

Avanzeranno minacciosi senza darmi il tempo di accampare scuse. Io arretrerò lentamente. Uno di loro si farà pi...more
Nate D
Slight, desperate lines on an isolated life away from home and love, intercut with surrealist fever image. The narrative is minimal malaise of a slightly gentler kind than Krystof's earlier perfect trilogy, but her unsentimentality and nuance for burning imagery remains. The rhythms of real and unreal remind me somewhat of The Ice Palace. Mariel writes more elaborately (and beautifully) on it here.
Mike
“In my head, a stony path leads to the dead bird.
“Bury me,” it asks and, in the angles of its broken limbs, its reproaches writhe like worms.
I need some earth.
Dark, heavy earth.
A spade.
I only have eyes.
Two veiled, sad eyes soaked with blue-green water.
I got them at the flea market for a few foreign coins of no value. No one offered me anything else.”

Elisa
Ieri tutto era più bello
la musica tra gli alberi
il vento nei miei capelli
e nelle tue mani tese
il sole


Una nebbia lieve e grigia fluttuava sopra la casa, sopra la via. Un bambino stava seduto nel cortile e guardava la luna.
Aveva sei anni, io lo amavo.
-Ti amo,- gli dissi.
E il bambino mi fissava con uno sguardo severo.
-Bambino, vengo da lontano. Dimmi, perché guardi la luna?
-Non è la luna,- rispose irritato il bambino, -non è la luna, è l'avvenire che io guardo.
-Io vengo da lì,- gli dissi dolcemente...more
Letizia Sechi
A love story hard as stone because despite how much they love each other they can't be together. Because despite she's married to a mediocre husband something insurmountable prevents them to stay together. And yet their love is so clear and simple that no heart could resist reading this story. But don't be wrong: Agota Kristof tells us about Tobias and Line without fuss or easy tricks. This story is crude, dry, direct. Like a stone.
Anastasia
Io non lo so proprio se è un pollice insù o un pollice ingiù.
Facciamo che è a metà: bello orizzontale, neutrale, un po' da ignavi, ma che ci devo fare.
Rosalba
Nella testa tutto si srotola senza difficoltà. Ma, una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso. A causa delle parole.

Essere Tobias significa essere niente, vivere nel gelo, nella tristezza, nell’umido incessante della pioggia. Tobias, sospeso fra una realtà frustrante, e una fantasia malata, abitata da presenze agognate, da un amore idealizzato e impossibile, da uccelli feriti che giocano con la morte e amano la morte degli altri. Tobias che attende qualcosa...more
Dhanaraj Rajan
Four and half Stars.

what is the Novel about?

On the surface level it is a story of an impossible love - a love story between a man and a wife of another man, a love story between the woman of a 'cultured background' and the man of 'low culture', a love story between a man and his half-sister.

But it is also a story of a man who wants to escape his past. It is a story of a man who wants to bury his past. It is a story of a person who feels imprisoned by the past. It is a story of the tenacious powe...more
M.
Read in a single sitting at work this morning. Kristof's prose is always incredibly quick paced, but it's amazing how much emotional core packs itself into the sparse words. Heartbreaking is right, the monotony of life, the impossibility of love. Not quite as strong as the trilogy, but ridiculously impressive on all accounts regardless. Kristof continues to amaze.
لطيفة الحاج
طوبياس/ ساندور ابن غير شرعي لمومس وأستاذ مدرسي، يحاول قتل الاثنين ويهرب للعيش في بلد أجنبي وهو في الثانية عشرة، يعمل في مصنع لعشرة أعوام ويحلم بأن يصبح كاتبا مشهورا.. يحيا على أمل أن تأتي "لين" فتاة عرفها في طفولته هي أخته غير الشقيقة ويجلبها القدر للبلاد التي يعيش فيها بعد خمسة عشر عاما، يحاول إقناعها بأن تترك زوجها وابنتها وتبقى معه..

ساندور شخصية سوداوية ومكتئبة لا تعرف هل تتعطف معها أو تكرهها لشذوذها..

راقتني اللغة وجو القصة، على الرغم من كآبتها إلا أنها ممتعة.. كنت سأعطيها خمسة نجوم كاملة ل...more
Riccardo
Per commentare e comprendere nel migliore dei modi questo romanzo ritengo sia opportuno partire da quella che è l'ultima frase, l'explicit come viene chiamato in gergo tecnico e mai come in questo caso la frase in questione rende esplicito il messaggio del libro. La frase in questione è: "Non scrivo più.". Infatti la scrittura è, per il protagonista, sì un modo per cercare di sfuggire al proprio ieri che non è stato certo uno ieri di quelli che si ricordano volentieri ma è un modo finto nel qual...more
Rafa
Con el estilo de las mejores escritoras centroeuropeas, mezcla la irracionalidad de Agota Kristof con el lirismo de Herta Müller.
Lolo
Un petit roman, racontant l'exil d'un jeune homme qui a fui son pays. Enfant, il vivait dans la pauvreté, fils solitaire, un peu mal aimé, de la prostituée du village. Cet homme est tiraillé, dans un présent pesant, accablé par le passé et son drame, et l'on fait sa connaissance alors que la vie lui devient insupportable. Un hasard a bouleversé sa vie, et créé un pont entre deux époques, deux mondes, difficilement conciliable. Le style d'Agota Kristof est très simple, direct, naïf sans l'être, h...more
Barbara
Un racconto di solitudine: prima la solitudine del bimbo, emarginato socialmente a causa della povertà e della madre prostituta, poi la solitudine dell'emigrato che in terra straniera vive una vita priva di ogni possibilità di riscatto.
C'è il presentimento di un amore destinato però a naufragare tra le pieghe di un destino amaro scritto da tempo immemore.
Un libro di assoluta poesia.

"Il tempo si lacera.Dove ritrovare i prati della mia infanzia? I soli ellittici rappresi nello spazio nero? Dove ri

...more
Mara
Libro essenziale come sempre in Agota Kristof. L’ho letto tutto di un fiato e ancora una volta in più ho apprezzato lo stile asciutto e lapidario di questa scrittrice, che descrive senza dare giudizi ma ti incolla alle pagine. E’ un libro su una condizione di disagio che sfocia in due ossessioni: l'amore per una donna immaginaria, e la scrittura, vista come necessità e forse riscatto. Ho trovato molto pertinente la scelta della foto di copertina, un’immagine che esprime lo stesso senso di strani...more
Núria
De todas las reseñas que he escrito, la que ha despertado más estupor seguro que ha sido la de la primera parte de la trilogía de Claus y Lucas de Agota Kristof. Me dejó demasiado descolocada y me provocó un montón de comidas de tarro sobre la función de la literatura y lo moralmente correcto, cosa que hizo que fuera incapaz de decir si me había gustado o no, así que al final acabé concluyendo que ni lo uno ni lo otro. Aún así, no descarté seguir leyendo a Kristof en el futuro. Todo lo contrario...more
Alisea
Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezza dell'abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Ha trascorso l'infanzia nella miseria, all'ombra della madre che era la ladra, la mendicante, la prostituta del paese. Quando, tra i molti che vedeva entrare e uscire di casa, ha scoperto chi era suo padre, Tobias ha preso un lungo coltello e glielo ha affondato nella schiena.
Racconto breve, intensissimo, ricco di avvenimenti e con personaggi tratteggiati magnificamen...more
Mita
Un libro intriso di una tristezza umida e fredda, quasi glaciale, che una prosa scarna, quasi essenziale, sembra accentuare ancora di più.
Tobias Horvat sopravvive in bilico tra una realtà triste e frustrante di un lavoro in fabbrica alienante e di rapporti umani freddi e squallidi ed un'immaginazione malata che scrive con la testa "cose che nessuno può comprendere" e che parlano di morte, gravato da un passato di povetà, umiliazione e violenza, in attesa di un amore idealizzato quanto impossibi...more
Franco
I'm used to divide good books in two categories: the first category includes nice books that are well written, with an interesting texture; they provide the reader with all the details leaving no little or no space to my fantasy and my imagination. The second category of books puts my mind in a new dimension, they help me to discover new ideas and emotions. "Yesterday" from Agota Kristof belongs to that category, it is written in a very essential way, with the minimal set of words, no a single p...more
Mari
Ieri tutto era più bello

Poche pagine, anzi pochissime, ma devastanti. Poche pagine per raccontare un amore infelice, un'infanzia triste e dolorosa, un presente grigio e privo di sogni. Poche pagine in cui ho sentito i passi pesanti di Tobias sulla strada, lo sferzare del vento gelido sulle guance, le lacrime che non riusciva a versare riempirmi gli occhi. E' il primo libro della Kristof che leggo e il suo stile scarno e tagliente mi piace molto, però la trilogia ancora mi mette timore...ci pr...more
David Ramirer
agota kristof hat einen unverwechselbaren stil. ganz schlicht und ohne jeglichem schnörkel erzählt sie ihre geschichten, die - obgleich die sprache fast holzschnittartig daherkommt - einen enorm poetischen gehalt haben.
in "gestern" erzählt sie die geschichte einer unglücklichen liebe, die sich aber gerade in ihrem unglück erfüllt, gerade aus dem unglück ihre kraft bezieht. dabei fischt sie wieder in den untiefen menschlicher charaktere und zeichnet ihre derben figuren mit einer liebe, die sehr s...more
Claverx
E' il libro che non ti aspetti, un pugno dritto nello stomaco, un secchio di acqua gelida che ti si rovescia addosso... rimani senza fiato, confuso...
E' il libro più piccolo che ho mai letto, ma al tempo stesso il più denso: trovi tristezza, miseria, solitudine, delusione, tragicità, disperazione, ossessione, uniti da un sottile filo d'amore e mescolati con grande capacità e stile dalla Kristof.
Non trovi speranza...non esiste in questo libro.
Alla fine ti resta il sapore amaro in bocca... gli occ...more
Mimonni
La scrittura di Agota è fredda, lucida e metallica. La storia è in bianco e nero, come la copertina. Potrebbe esserci sempre il vento, ci verrebbe voglia di rannicchiarci al riparo. La salvezza è una nostra illusione, le cose che mettiamo in fila per raggiungere qualcosa di effimero, possono svanire e lasciarci lì. Leggere la Kristoff è sempre un po’ come stare davanti a uno specchio dove si vede al di sotto della superficie, al di là della pelle. Quello che sappiamo, ma facciamo finta di non sa...more
Bunny
Nonostante sia un libro di neanche 100 pagine è ricco di avvenimenti che ancora mi frullano in testa. La trama è piuttosto lineare ma intrisa della tristezza che caratterizza la scrittura della Kristof. Frasi brevi e sentimenti forti sono un mix perfetto per rendere l'idea di ciò che prova Tobias/Sandor, il protagonista, rifugiato in un paese straniero dove tenta di ricostruirsi una vita a dispetto della sua travagliata infanzia. Inutile dire che il passato ritorna, sia nei ricordi sia nella rea...more
Diletta
Dopo aver letto questo e precedentemente "Trilogia della città di K." mi rendo conto che quello che denota la Kristof sono le parole e l'aria che questi libri ti fanno respirare. Sono parole apparentemente innocue ma in realtà sferzanti, e l'aria è un'aria limpida, tersa, ma irrespirabile perché troppo consapevole (ma al tempo stesso non lo è). Chi non ha mai letto niente di quest'autrice difficilmente coglierà il senso della recensione, ma consiglio quindi loro di provare a respirarla quest'ari...more
Alessio
Bello.Come può un libro così distruggerti, scomporti, tagliuzzarti in mille pezzettini e poi ricomporti con una consapevolezza in più? Una storia di sole cento misere pagine, eppure è migliore di ogni altra storia di mille, duemila, tremila pagine. Non immaginatevi una storia raccontata per filo e per segno, no. Ovviamente per chi conosce questa autrice saprà cosa aspettarsi e per chi non la conosce, sarà tutto un continuo susseguirsi di immagini, anche forti che vi colpiranno dritti al cuore.
B...more
Manuel Gugole
"Ormai mi restano poche speranze. Prima cercavo, mi spostavo continuamente. Attendevo qualcosa. Che cosa? Non ne sapevo niente. Ma pensavo che la vita non poteva essere se non quello che era, vale a dire niente. La vita doveva essere qualcosa e aspettavo che questo qualcosa arrivasse, lo cercavo. Ora penso che non c'è niente da aspettare, così resto nella mia stanza, seduto su una sedia, e non faccio niente."
« previous 1 3 4 5 6 7 8 9 18 19 next »
There are no discussion topics on this book yet. Be the first to start one »
  • The Door
  • As rosas de Atacama
  • Camere separate
  • Ragionevoli dubbi
  • Musica. Un'interpretazione psicoanalitica di un caso di frigidità
  • Monsieur Malaussene (Malaussène, #4)
  • The Missing Head of Damasceno Monteiro
  • Spiriti
  • The Blue Flowers
  • The Hustler
  • Under the Frog
  • The Legend of The Holy Drinker
  • The Cardboard House
  • They Were Found Wanting
  • Canone Inverso
  • House of Splendid Isolation
  • Tranquility
  • Il partigiano Johnny
134770
Ágota Kristóf was a Hungarian writer, who lived in Switzerland and wrote in French. Kristof received the European prize for French literature for The Notebook (1986). She won the 2001 Gottfried Keller Award in Switzerland and the Austrian State Prize for European Literature in 2008.

Kristof's first steps as a writer were in the realm of poetry and theater (John et Joe, Un rat qui passe), which is...more
More about Ágota Kristóf...
The Notebook, The Proof, The Third Lie: Three Novels Le grand cahier La Preuve Le Troisième Mensonge L'analphabète: récit autobiographique

Share This Book

No trivia or quizzes yet. Add some now »

“I had only one desire: to leave, to walk, to die, whatever. I wanted to get away, never come back, disappear, melt away into the forest, the clouds, no longer have memories, forget, forget.” 4 likes
“Posso persino dire d'aver avuto un'infanzia felice perché non sapevo che esistessero altre infanzie.” 0 likes
More quotes…