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La cognizione del dolore
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La cognizione del dolore

4.06 of 5 stars 4.06  ·  rating details  ·  223 ratings  ·  19 reviews
"La violenza autolesionista assume, nelle pagine della "Cognizione", un suono curioso. Qualsiasi denigrazione Gadda compia di se stesso, si trasforma, tra le mani di questo straordinario Narciso, in una apologia. Senza volerlo egli fa il vuoto attorno a sé: spopola il mondo, con un gesto infastidito allontana i noiosi fantasmi quotidiani." (Piero Citati)
Paperback, Gli elefanti, 213 pages
Published 2006 by Garzanti (first published 1963)
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(showing 1-30 of 610)
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Elia
Leggere Gadda da la stessa sensazione di soddisfazione di come quando al liceo venivano giusti i problemi più difficili del compito in classe di matematica. Divincolarsi dalla sua prosa saturissima di barocchismi e genialità da proprio quell'impressione lì. Il lessico usato è sconsideratamente vasto, ma non per questo non godibile. E' una delle opere significative per la letteratura italiana del Novecento, sebbene spesso proprio per questo motivo, per la sua non bassa difficoltà, è misconsiderat...more
Igor Raffaele
This book is not for the faint of heart. Be warned before opening its pages: Gadda demands a level of erudition and research that place his writing well beyond the reach of those seeking a relaxing read.

If Tozzi is the diamond in the rough of Italian expressionism, then Gadda is its playful grand master. "La cognizione del dolore" is his incomplete masterpiece.

Reading this book for its story is missing the point entirely. Diving deep into the richness of the language, and the absurdly unreadable...more
Luisa
“Conoscevo, sapevo chi era. Non poteva essere altro…. altissima, immobile, velata, nera….
Nulla disse: come se una forza orribile e sopraumana le usasse impedimento ad ogni segno d’amore: era ferma oramai….Era un pensiero…..nel catalogo buio dell’eternità…. E questa forza nera, ineluttabile….più greve di coperchio di tomba….cadeva su du lei! come cade l’oltraggio che non ha ricostituzione nelle cose…. Ed era sorta in me, da me!
E io rimanevo solo”
Procyon Lotor
Del come la decadenza... ...non sia mai l'effetto di una esagerata raffinatezza di pochi quanto dalla volgarit� generale... ...ma non riesce mai il sopracciglio a elevarsi sentenzioso perch� si ride spesso. Molti sono allontanati dalla difficolt� del lessico dell'autore, ma � calunnia menzogna e una chiacchiera infame. Gadda fa s� che ci si abitui presto tanto che troverete stantie e banali casomani le parole che solitamente udite. Nella ricchezza ci si accomoda velocemente.
Insania
Ciò che appare eclatante agli occhi di un lettore mediocre che si appresta a Gadda per la prima volta- quale me, nel dettaglio- è la straordinarietà del linguaggio. Lo stile di Gadda è inconfondibile- barocco, espressionista, a tratti ermetico: sicuramente al di sopra della consueta etichetta di "moderno" che si appioppa ad alcuni autori suoi coevi. La "Cognizione del dolore" è un testo i cui temi si snodano prosperosi, come rami d'un solido albero, tra la velata, ma tagliente, critica ai costum...more
Alessandro Esposito
"La cognizione del dolore" ("The knowledge of the pain" or, in French, "La connaissance de la doleur") is, in my opinion, the most important Italian Novel of every time... very difficult to read, written during XXth Century using the most complicated Italian language that Italian Literature has produced probably since Dante Alighieri, it tells us about all the hallucinations, nightmares and (few) dreams of the Northern 'bourgeoisie', that part of Italian citizenship that sold the Country to Fasc...more
Marcello
Espressionista è il termine più adatto. Senz'altro lo è lo stile, con un lessico pieno di arcaismi, prestiti dialettali, francesismi, spagnolismi, al punto che fin dall'inizio ho assunto l'atteggiamento che ho quando leggo un libro in inglese: mi rassegno a non capire a fondo tutte le frasi, e continuo la lettura.

Ma anche la trama: in particolare, la seconda parte inizia con trenta pagine che descrivono una scena che si svolge in pochi minuti, perdendosi in cento digressioni. E il "finale", frut...more
Francesco D'Isa
Alcuni scrivono cose difficili in modo facile (quelli bravi), altri facili in modo difficile (quelli che vorrebbero essere bravi) e altri ancora difficili in modo difficile (i bravi irritanti e gli autori francesi). Così Gadda: una padronanza del linguaggio eccelsa e aristocratica, che si vuol far ammirare più di quanto si voglia far capire. Bello ma a volte illeggibile.
Trama: Un tizio che odia tutto e mangia molto uccide la madre.
Reperibilità: Discreta.
Voto: 74 su 100 (ma 99,9 all’incredibile p...more
Joje
Feb 03, 2014 Joje marked it as to-read
Shelves: to-reread
In English, obviously. Read in grad school.
Zioluc
Mar 07, 2014 Zioluc marked it as gave-up-on  ·  review of another edition
Shelves: narrativa
Gadda scrive in maniera esaltante, ma richiede doti di concentrazione che evidentemente non ho più. Maledetta generazione facebook!
Martin
Soms weet je het al bij de eerste zin: dit boek wordt afzien en moeizaam, als een rul, hellend zandpad. Dit boek lees ik niet in één ruk uit, in één doorwaakte nacht. Nee, verre van dat. Dit boek vangt stof in de lange weken dat het me vergezelt. Dit boek hoort bij die bijzondere categorie die lezen lijden maakt, maar die je toch niet weg kan leggen.

Zie ook mijn recensie op LiterairNederland.nl: http://www.literairnederland.nl/2011/...
Stefania
Lo sto insegnando in queste settimane... uno dei libri più belli che abbia mai letto... è bello riprenderlo in mano e scoprirlo di nuovo, ancora intatto in tutta la sua devastante potenza... ora che vivo momenti pirobutirreschi io stessa...

Il proliferare della satira feroce contro la cretinaggine e il sondare senza requie il registro lirico e grottesco... squarci di dolorose illuminazioni nell'oltraggio della vita e della morte
Stephen
Aug 12, 2008 Stephen marked it as books-interrupted
I picked this up at Powell's for $3.95 because I was curious about the French reception of the novel, and the introduction in my edition was actually rather insightful, but I'm not confident that I will ever actually try to read this in French.
Iago Fernández

La concepción gaddiana de la narración, gongorina y burlesca, el lirismo abarrocado, el pastiche lingüístico y la caracterización del personaje principal confieren toda una lección de bricolaje.
Chiara
L'unico di Gadda che ho finito. Lo stile è troppo infarcito di effetti, soprattutto fonetici, e mi disturba non poco, ma qui meno che nel Pasticciaccio.
Elena
The most wonderful, hilarious, cynical experiment with language I ever read and at the same time a phylosophical reflection on the lack of meaning in life
Laginestra
In assoluto il romanzo del secondo novecento italiano. Ineguagliabile, senza confine nella pietà e nella disperazione.
Paolo Rinco
dire ..doloroso... mi sembra scontato....ma non trovo miglior aggettivo! Superlativo!
Gabriele Girolamini
Uno dei libri più belli della letteratura italiana
Ana
Ana marked it as to-read
Sep 29, 2014
Zadignose
Zadignose marked it as to-read
Sep 25, 2014
Andrea Ortu
Andrea Ortu marked it as to-read
Sep 22, 2014
L.
L. marked it as to-read
Sep 21, 2014
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299133
Carlo Emilio Gadda was an Italian writer and poet. He belongs to the tradition of the language innovators, writers that played with the somewhat stiff standard pre-war Italian language, and added elements of dialects, technical jargon and wordplay.
Gadda was a practising engineer from Milan, and he both loved and hated his job. Critics have compared him to other writers with a scientific background...more
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“Ma Gonzalo? Oh, il bel nome della vita! una continuità che s'adempie. Di nuovo le sembrò, dal terrazzo, di scorgere la curva del mondo: la spera dei lumi, a rivolversi; tra brume color pervinca disparivano incontro al sopore della notte. Sul mondo portatore di frumenti, e d'un canto, le quiete luminarie di mezza estate. Le sembrò di assistervi ancora, dalla terrazza di sua vita, oh!, ancora per un attimo, di far parte della calma sera. Una levità dolce. E, nel cielo alto, lo zaffiro dell'oceano: che avevano rimirato l'Alvise, a tremare, e Antoniotto di Noli, doppiando capi dalla realità senza nome incontro al sogno apparito degli arcipelaghi. Si sentì ripresa nell'evento, nel flusso antico della possibilità, della continuazione: come tutti, vicina a tutti.” 0 likes
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