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Spingendo la notte più in là
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Spingendo la notte più in là

3.93 of 5 stars 3.93  ·  rating details  ·  276 ratings  ·  37 reviews
È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radical ...more
Paperback, Strade blu. Non Fiction, 144 pages
Published May 2007 by Mondadori
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(showing 1-30 of 517)
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Cristina
Ho da poco chiuso le pagine di questo libro ed ho la sensazione di tristezza e di vuoto che a volte mi prende, sono ancora troppo e completamente immersa negli anni '70, non mi sento pronta a lasciarli andare.
Li ho vissuti con disattenzione, distrattamente, la violenza faceva cosi' parte della nostra vita, per noi milanesi era il nostro quotidiano, era difficile a volte osservalo meglio, comprenderne fino in fondo il peso. La recente lettura di Benedetta Tobagi aveva acceso in me la scintilla,
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arcobaleno
Non cerchiamo vendette, cerchiamo giustizia.
Con serenità e pacatezza, senza odio e con estrema lucidità, Mario Calabresi ricostruisce una realtà fatta di tanti tasselli, attraverso un recupero faticoso di memorie ma nel rispetto delle singole sofferenze; e dà finalmente voce all’altra parte silenziosa, a lungo dimenticata, quella delle famiglie dei caduti per il terrorismo italiano e doppiamente colpite: prima private dell’affetto e della presenza del familiare, caduto nell'adempimento di un l
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Ffiamma
ho aspettato a lungo prima di leggere - combattuta tra la voglia di capire quegli anni in cui ero troppo piccola per avere una coscienza sociale e la sensazione sgradevole di andare a ficcare il naso in una questione privata. avevo paura di trovare un racconto morboso del dolore che sconquassa una famiglia e dei pre-giudizi di troppi "sentito dire" che si attaccano addosso. poi, sulla scia del bellissimo libro di benedetta tobagi, mi sono decisa e ho capito fin dalla prima pagina che nulla di ci ...more
Diana
E' difficile recensire questo libro, è breve, ma intenso, è scritto in modo semplice, ma è talmente pregno di storia, di fatti e di emozioni che è come se fosse un macigno, è la storia di un uomo, ma infinitamente intrecciata con quella dei suoi familiari, dei suoi assassini, di chi l'ha stimato e di chi ha urlato per lui tutto il suo (immotivato) furore.
Si parla del commissario Calabresi, ma anche degli anni più bui e tristi della storia d'Italia. Anni in cui una piccola minoranza di persone, d
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Angels
The Years of Lead, as the period of civil unrest during the late 60's and 70's were called in Italy, was a time of corruption and protest. Unfortunately many people were killed in a struggle that almost crossed the line into an ideological civil war. Neither extreme, Communists or Fascists, were allowed to run for government regardless of the ardent supporters on each side, this naturally led to discontent and crime. Mario Calabresi tries to bring the humanity and the emotion of growing up as th ...more
orsodimondo
...guardare avanti, camminare, impegnarsi per voltare pagina nel rispetto della memoria...
Pensavo che fosse allergia.
Così ho comprato un collirio antistaminico.
Ma gli occhi sono rimasti pieni di lacrime per tutte queste 124 paginette.
Adesso so perché.

Non so se esista un premio per il senso di civiltà, di giustizia, per il sentimento umano: se esistesse, Mario Calabresi dovrebbe vincerlo.
Se non altro, solo per questo libretto, breve, piccolo, e grandissimo.
Se invece, il premio non esiste an
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Piperitapitta
secondo commento

[06/01/2010]
alla fine l'ho finito, per la seconda volta.
anche questa volta la serenit d'animo e la pacatezza con cui Mario Calabresi ricostruisce la vita della sua famiglia e il dolore affrontato dopo l'uccisione del padre, sono quelle che stupiscono di pi: il merito va soprattutto alla madre che ha saputo crescere lui e i suoi fratelli nella speranza del futuro e non nell'odio e nel desiderio di vendetta.
Durante questa seconda lettura per ho potuto soffermarmi, con pi attenzione
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Clara Mazzi
Mario Calabresi mi conquistò quando lo vidi presentare "La fortuna non esiste": mi affascinò la sua positività che trovai coinvolgente e mi spinse a chiedermi quale presa potesse avere su una popolazione che ama perdutamente i perdenti e che vede in tralice invece i vincitori. Poi mi consigliarono questo, dicendomi che era addirittura più bello.
Avevano tutte le ragioni. Calabresi si è dimostrato una seconda volta (per me) una persona ottima, soprattutto perchè non ha mai perso la positività, il
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Alessandra Colangelo
Meraviglioso

Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Il racconto delle famiglie distrutte dal terrorismo degli anni di piombo fatto in prima persona da quei figli che hanno perso i propri cari e che sono stati abbandonati dallo Stato.

Un racconto commovente e toccante che fa rabbia davanti a quei colpevoli che sono in libertà.

Consigliato a tutti quelli che vogliono conoscere veramente quegli anni di lotte.
Katiuscia
La mia recensione completa la trovate qua
http://katiusciarigogliosi.blogspot.i...

Prima di partire con la mera recensione e con i miei pensieri sparsi su questo libro, devo giustamente fare degli appunti per voi lettori, al fine che comprendiate al meglio ciò che mi è passato per la testa:
1 - il romanzo l'ho comprato d'istinto, entrando in una libreria dove non avrei dovuto entrare - in teoria ero in giro per saldi - ma, memore del post di Nuvolette, non ho potuto lasciarlo lì sullo scaffale
2 - s
...more
Paolo Gianoglio
Credo molto all'equazione "libro giusto al momento giusto", e forse qualche anno fa il mio giudizio su questo libro non sarebbe stato quello di oggi.
Oggi questo libro mi ha fatto piangere come mai avevo pianto leggendo. Mi ha fatto riflettere, sul mio/nostro passato e sul mio/nostro presente. E mi ha fatto stare bene.
Maracujia
Non è facile commentare libri così, nei quali la Storia si intreccia tanto profondamente alla storia degli individui e delle famiglie.
E' un libro chiaro, commovente in alcuni passaggi, sicuramente da leggere per avere uno spaccato sulle vicende del nostro Paese.
Fabio Parisini
La scrittura di Mario Calabresi non mi convince mai fino in fondo. Mette nomi e cognomi di politici, partiti, ma non inquadra mai completamente le cose e ho l'impressione che in questo sia un po' fazioso. Il libro mi piace perché dà una visione sincera.
Aries
Avevo già detto, parlando di "La fortuna non esiste", che Mario Calabresi scrive bene e sa comunicare al lettore, per cui nulla di nuovo su questo fronte.

"Spingendo la notte più in là", però, è molto di più di un libro scritto bene.

E' un libro per capire, un libro per conoscere, un libro per andare oltre le informazioni ufficiali e rendersi conto di cosa voglia dire essere le vittime "superstiti" di un omicidio.

Per chi non lo sapesse, Mario Calabresi è figlio del Commissario Calabresi, ucciso ne
...more
Arwen56
Ho acquistato questo libro dopo aver visto un’intervista a Mario Calabresi, che mi aveva molto colpito. Pacato, quieto, schivo, dignitoso. Forse, per chi quegli anni non ha vissuto, è difficile capire quanto questo senso della misura appaia oggi così prezioso. Si respirava un’aria ammorbata, ai tempi. Bastava dire “Beh, però, forse bisognerebbe riflettere un momento prima di …” per essere definiti “fascisti”. Per default durante le assemblee degli studenti al liceo venivi chiamato “compagno”, an ...more
Jolanda Bloechlinger
Mario Calabresi erzaehlt die Geschichte seiner Familie aus der Sicht der unzaehligen Opfer des Terrorismus und ihrer Familien in Italien in den 70er Jahren. Er beschreibt den gewaltsamen Tod seines Vaters und wie es dazu kam, die Verleumdungskampagnen gegen den Vater, die z.T. heute noch existieren, die politische Situation in Italien, Geschichten von anderen Soehnen und Toechtern, deren Vater auch umgebracht worden ist. Aber auch positive Erfahrungen, wie seine Mutter wieder einen neuen Mann fa ...more
Arianna Rolandi
Ho sempre nutrito una grande stima per Mario Calabresi come giornalista, ma questo romanzo autobiografico, mette in luce la sua grandezza come uomo. L'equilibrio intellettuale di questo figlio, parte in causa in una delle più oscure (forse la più oscura, perché la prima) vicende italiane, è una lezione per tutti noi. Per questo Paese dove la polarizzazione, da sempre, offusca la verità e la comprensione dei fatti. Ciò che più mi resta di questa lettura, è la capacità di raccontare con coinvolgim ...more
Salvatore Privitera
Scritto con una prosa asciutta questo libro ripercorre le vicende della famiglia Calabresi e di tante altre la cui vita stata sconvolta dal terrorismo.
In un paese in cui i terroristi si atteggiano a maestri di vita, la Storia degli anni di piombo stata troppo spesso narrata dai carnefici e quasi mai dalle vittime. Questo libro rende omaggio a queste ultime senza abbandonarsi a facili acredini, ma con la serenit di chi riuscito ad elaborare il proprio lutto, riaprendo una pagina della Storia d
...more
61pat
L'argomento trattato è delicato:gli anni di piombi visti dalla parte delle famiglie che hanno subito gli attentati di quel periodo. Credo che per chiunque non sia stato coinvolto sia difficile capire, ma premesso questo non credo che l'analisi fatta sia corretta; non sono d'accordo sulla "pretesa" di un risarcimento morale e materiale da parte dello Stato. Non credo che si possa attribuire allo Stato alcuna responsabilità su quanto accaduto, più di quanto lo si possa fare quando avvengono altri ...more
Sandra
Il commento che ritengo idoneo a questo libro sono le parole di Corrado Augias in "Repubblica":
"La disparità di trattamento tra chi uccise e chi venne ucciso è irreparabile, continua negli anni aggravata dal fatto che chi allora uccise scrive memorie, viene intervistato dalla tivù, partecipa a qualche film, occupa posti di responsabilità, mentre alla vedova di un appuntato nessuno va a chiedere come vive da allora senza marito, se ci sono figli che hanno avuto un'infanzia da orfani, se il tempo
...more
Federico
Ho letto questo libro in un solo giorno.
Conoscevo la vicenda per aver letto moltissimo, dalle fonti più svariate.
Il libro ha il pregio di riportare in evidenza la centralità della vittima, che - in molti casi - diviene figura di secondo piano nei processi.
Racconta tutto quello che significa la vita 'dopo', specialmente quando, per il risalto mediatico delle vicende, ciò che dice l'imputato ha una grossa eco.
Lo stile di Calabresi non è mai autoindulgente, né vittimista, e - anche per questo -
...more
Antonietta
E' un libro breve ma molto toccante per i forti sentimenti che si avvertono nell'autore, per l'intensità con la quale è scritto. Tra le tante riflessioni che suscita una mi rimane impressa in particolare: un episodio terroristico (ma anche una faida, una guerra in generale) non si esaurisce nel breve tempo che dura l'azione, nè con il concludersi delle indagini o con la pronuncia delle condanne. I suoi effetti durano anni e anni, segnano una vita intera e incidono profondamente gli animi. Niente ...more
Margherita Dolcevita
Alcune parti molto toccanti, ma ammetto di aver fatto fatica a finirlo. Non so se per lo stile o per il contenuto di alcuni capitoli in cui vengono date per scontate troppe cose che ignoro però per essere un libro così breve ho impiegato molto e alla fine questa sensazione di pesantezza è rimasta.
Per carità, lodevoli i contenuti, da ammirare la tenacia di alcuni personaggi, però insomma da un libro mi aspetto anche altro.
Massimo Foglio
Un libro importante,toccante e profondo. Se la polemica sulla mancanza delle voci "dell'altra parte" rispetto ai libri che raccontano gli anni di piombo dalla parte di chi ha impugnato le armi, deve produrre delle schifezze come il libro del figlio di Casalegno, allora non se ne sente la mancanza, ma se deve produrre libri come quello di Calabresi, allora che ne arrivino altri mille come questo.
Olivia
Mar 15, 2010 Olivia rated it 2 of 5 stars  ·  review of another edition
Recommended to Olivia by: markus
I would give this book at 2.5. I thought it was a good read, particularly the first half, but the second half was pretty preachy. It made me want to better understand the history of Italian politics and the left-right divide here, so that is a good thing - anything that pushes you to learn. The memoir story is touching at first, but it gets a bit repetitive.
Elisabetta
A touching narration of the worse of the 70's in Italy, where terrorism was an everyday companion of every citizen. I know too little about that period, in which I was born but actually was too little to understand. I liked a lot this book as it is not an abstract of thing and facts, but a real heartly narration with people, names, tears.
florisandre
"Andiamo a mangiare, lei non vuole la pizza, prende due insalate, cerco di parlare come ha sempre fatto mia madre con noi: del futuro, dell'importanza di tornare a vivere, della fregatura del rancore, che si mangia tutto, amore, passione, energia."
Frangino Lucarini
Libro intenso e ben scritto da Mario Calabresi. Da leggere per un punto di vista diverso sui fatti di Piazza Fontana e per capire come il nostro paese ha metabolizzato storie, sentenze, errori legati agli episodi del terrorismo italiano.
Paola
I remember those years , even though I was only a teenager then, and Mario Calabresi's book offered me a new insight. A very touching and emotional book, written in a simple and clear style.
Mara
Un libro da leggere e da far leggere a tutti. E’ chiaro, intelligente , delicato e commovente. Una grande lezione di sensibilita’ , dignita’ e coscienza civile
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