Goodreads helps you keep track of books you want to read.
Start by marking “Nekropolis.” as Want to Read:
Nekropolis.
Enlarge cover
Rate this book
Clear rating
Open Preview

Nekropolis.

4.13 of 5 stars 4.13  ·  rating details  ·  157 ratings  ·  22 reviews
Nekropola je mojstrsko delo (če nam je dovoljeno uporabiti estetske sodbe za pričevanje o absolutnem zlu) tudi zaradi svoje jasne kompozicije, zaradi prepleta časa – glagolskega in življenjskega – v katerem se dogaja pripoved.
V knjigi, kjer ni najmanjše zastranitve, naleti bralec na nepozabne strani: filmski prizori skupinske (»večglave«) množice jetnikov pod vodnim curkom
...more
Paperback
Published April 1st 2003 by Berliner Taschenbuchverlag (first published 1967)
more details... edit details

Friend Reviews

To see what your friends thought of this book, please sign up.

Reader Q&A

To ask other readers questions about Nekropolis., please sign up.

Be the first to ask a question about Nekropolis.

This book is not yet featured on Listopia. Add this book to your favorite list »

Community Reviews

(showing 1-30 of 418)
filter  |  sort: default (?)  |  rating details
Doug
I've always believed that we should learn from history so as not to repeat the horrors of our past. Sometimes, I find it important to read a book that completely immerses me in such insanity. It is hard to give a book about the Holocaust five stars, I certainly cannot say I "liked" it. Necropolis is amazing, haunting, harrowing, and thoroughly, brilliantly human. There are no good answers, but there is so much to learn.
orsodimondo
CRONACHE DAL MONDO CREMATORIO
Un libro ambientato in massima parte nel campo di concentramento nazista di Netzweiler-Struthof in Alsazia, dove Boris Pahor venne imprigionato.
Un libro sull’amore in tutte le sue forme umane e su ogni possibile offesa all’amore commessa dall’uomo.

... Allora mi disse: “Tu tornerai a casa.” Bè, questo era ciò che tutti speravamo, anche se nessuno voleva ammetterlo; la regola era di non stuzzicare la morte con immagini di vita, perché la morte è una femmina vendicativ
...more
Lorenzo Berardi
The first time I tried to read this book somehow I failed to get into it. Then I waited for the right moment to come as I was sure Pahor had something to tell.
When that moment came, months later, I was glad I gave "Nekropolis" a second chance.

Do not expect a second Elie Wiesel or a second Primo Levi as this book gives a different perspective on a detention experience in a Nazi concentration camp. Pahor was segregated in a small and not very known camp on the Alsatian mountains, the kind of cam
...more
Mojca
Pahorjevi spomini na čas, ki ga je preživel v več koncentracijskih taboriščih, ko je človek bil samo telo, ki mu ni ostalo nič razen golega življenja - pa še to je počasi odtekalo iz bolnih, izsušenih, umazanih udov in lobanj z vlažnimi kroglami. Krematorijski svet je svet neskončne negacije, ki je ločen od zunanjega sveta (v bistvu se svet zebrastih suhcev ne sme dotikati sveta živih, da ga ne bi okužil). Je poseben univerzum nepojmljive sistematizacije zla in vseprisotne smrti. Ljudje so zredu ...more
Doug
Pahor's writing is is so deeply personal and amazing. He puts words to the unfathomable in prose that is melodic, dark, passionate, and painful.
Marie
I think it's essential for someone to understand that this is not a work of fiction. Sure, Boris Pahor studied italian literature but this does not mean that what's exposed here with an amazing detail and with some literary attitude of sorts, with the 20th century italian influence is any less real.
Boris Pahor is a survivor of one of the biggest horrors that humanity has seen, the Nazi regime. Fighting for Slovenian autonomy and opposed to both far right and far left systems, his story is an en
...more
Patty
Uno stile poetico, ricco di immagini sin dal primo rigo (nastro d’asfalto liscio e sinuoso), quella che preferisco riguarda i ricordi (un viluppo intricato….rinsecchito dagli acini vizzi e ammuffiti)
Una narrazione cinematografica: il lettore è spettatore attento che vede e sente (sublime il racconto delle docce gelide…).
Magistrale l’intreccio fluido e scorrevole tra il presente narrativo e il passato, tra il sopravvissuto che rivisita l’orrore e la memoria del male.
E poi la solitudine del sop
...more
Sdrucciola
Per dimenticare la retorica dei campi ci vogliono una trentina di pagine.
Gli aggettivi si assottigliano, le frasi si fanno più brevi e puntuali, senza capire bene quando è successo ci si ritova nella baracca di Dachau. Accanto a Boris Pahor, internato sloveno assegnato all’infermeria, assegnato dal destino e dalla volontà alla cura degli infermi. Senza eroismo né l’orgoglio della vittima che porta in trionfo postumo la sua umiliazione.

Piuttosto come un testimone che non si rassegna a confinare l

...more
Yoake
La mayoría de los testimonios del holocausto judío que he leído (no muchos porque la mayoría de ellos están todavía sin traducir), suelen ser ligeramente optimistas. Obviamente los muertos en los campos no pueden escribir sus recuerdos, así que son los supervivientes los encargados de dar el mensaje: yo sobreviví, os cuento todos los horrores, sí, pero sigo vivo.

Boris Pahor es diferente. Nacido en Trieste hace casi cien años (¡sigue vivo!), después de unirse al frente yugoslavo de liberación, fu
...more
Alea
Boris Pahor si riferisce all'esperienza dei campi come al mondo crematorio.
Nel mondo crematorio la vita è a termine, e il termine è indicato dal fuoco del camino che brucia i corpi e le anime. La dissolvenza fisica, l'odore e il sapore della cenere del camino che impregna l'aria, il ruvido telo a strisce e l'incartapecorito strato di pelle che riveste le ossa, rami secchi da destinare al forno, è la tortura più grande, più della fame, delle umiliazioni morali, delle sofferenze fisiche, dell'ago
...more
Barbara
.....
Sono uomini, questi, che hanno un'immagine della vita alquanto alterata, nonostante le loro esperienze siano reali. Pure qui le giornate di lavoro si svolgevano anche nei magazzini, nelle cucine, nelle fabbriche e negli uffici. Tutta questa attività si trasformava però, piano piano ma senza scampo, in cenere. E' vero, quindi, che sarebbe del tutto incompleta l'esperienza di un uomo che, nelle città degli uomini, conoscesse solo gli obitori e i cimiteri. Il ritmo delle città è vitale, sono l
...more
Samuel76
Ci ho messo un'eternit a finire questo libro, tra gli impegni lavorativi, il poco tempo a disposizione e la lettura non propriamente leggera, il tempo letteralmente volato via...

Storia vera e propria, in alcune parti del libro fa accapponare la pelle, anche se purtroppo non sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo (mi sono letteralmente sforzato di leggerlo!) in quanto la scrittura non rasenta i miei gusti.

Alle volte caotico nello scrivere con divagazioni e/o descrizioni contorte, anche se ad

...more
Delphine
Il s'agit du récit, par un survivant des camps de concentration, de ses années entre les mains des nazis. Revenant quarante ans après la fin de la guerre au camp du Struthof, un Slovène, au milieu des touristes, se sent en décalage par rapport aux personnes qui l'entoure.

Il revit alors la violence de la faim, des coups, de la misère, de la maladie. Il parle avec force de la douceur d'une douche chaude… chauffée par les cadavres des camarades morts, brûlés dans les fours crématoires.

Boris Pahor a
...more
Piperitapitta
Dolore, sgomento, vergogna, rabbia, incredulit, raccapriccio, silenzio.
E poi ancora tenerezza, umanit, perdono, poesia, parole.
Per non dimenticare mai.
...more
Elalma
Un pilastro della letteratura dello sterminio. Non un libro da leggere tutto di un fiato, perch ti annienta un po' dentro. Potentissima scrittura, alcuni periodi sono da leggere pi volte per la lucidit e l'incisivit di quanto scrive quest'uomo eccezionale. Duro, durissimo, rappresenta "un tentativo di preservarci dalla dimenticanza, dalla pochezza della nostra capacit di trattenere i ricordi, dall'instabilit della nostra fluida coscienza " (pag 133). Non c' scampo. ...more
Alexander Lesher
Holy Moly! Have other people read this???? They should. The Holocaust was disgusting and the wide breadth of prisoners is astonishing. How does Pahor make 14 months feel like an eternity? So many holocaust stories involve the narrator just barely surviving -- even as liberation is coming. Imagine being so close and so close to death. Great book. THANK YOU, DALKEY! I picked this up on a whim.
Luca
Un libro che trascina, lentamente e inesorabilmente, verso il fondo di immagini crude di deportazione e umiliazione. Prende lentamente per mano istillando angoscia e disagio. L'aspetto pi "affascinante" di questo libro la lucidissima e viva analisi emotiva del prigioniero, che a tratti spalanca le porte dell'alienazione. Uno "splendido" racconto di prigionia. ...more
Arianna Rolandi
Per tutti coloro che soffrono di vuoti di memoria, per chi la storia (questa storia) non l'ha studiata, per tutti coloro, compresa me, che hanno bisogno di uno scossone sul tema dell'orrore dell'olocausto. Ben scritto, quasi una sceneggiatura, tanto sono vivide le immagini e forti le emozioni.
Prospero
Una narrazione scorrevole rende più immediata la comprensione del dramma vissuto e rqccontqto senza orpelli. Una analisi interiore , un racconto dei sentimenti e non tanto degli accadimenti già ben conosciuti. Perché la storia é fatta di persone che agiscono e soffrono .
Robert
Pretty good memoir about the details of living in a Nazi concentration camp. Pahor's details about his experiences are what make the difference.
Cristina
parti che si leggono tutte d'un fiato e parti che fai fatica a leggere, è stato questo a determinarla una lettura travagliata.
Patrizia
Patrizia marked it as to-read
Jul 31, 2015
Sebastian
Sebastian is currently reading it
Jul 29, 2015
Kimmo
Kimmo marked it as to-read
Jul 27, 2015
Gemma
Gemma added it
Jul 24, 2015
« previous 1 3 4 5 6 7 8 9 13 14 next »
There are no discussion topics on this book yet. Be the first to start one »
  • Menuet Za Kitaro: Na Petindvajset Strelov
  • Čefurji raus!
  • Il rogo di Berlino
  • Dogodek v mestu Gogi
  • Il coraggio del pettirosso
  • La cognizione del dolore
  • Dolly City
  • Mistero buffo. Giullarata popolare
  • Omega Minor
  • Siamese
  • Death's Dark Abyss
  • Other People's Trades
  • Bilal: Sur La Route Des Clandestins
  • L'infinito viaggiare
  • To noč sem jo videl
  • The No World Concerto
  • The Word Book
  • Trilogia del ritorno: L'amico ritrovato; Un'anima non vile; Niente resurrezioni, per favore
110213
Boris Pahor (born 28 August 1913) is a Slovene writer from Italy. He is considered to be one of the most important living authors in the Slovene language and has been nominated for the Nobel prize for literature by the Slovenian Academy of Sciences and Arts.

Pahor je bil rojen v Trstu leta 1913. Po dovršeni osnovni šoli je obiskoval katoliško Bogoslovno semenišče Koper (takrat, pod italijansko drža
...more
More about Boris Pahor...
Una primavera difficile Qui è proibito parlare Tre volte no. Memorie di un uomo libero Grmada v pristanu La villa sur le lac

Share This Book

No trivia or quizzes yet. Add some now »

“Kakor v odgovor na to novo stvarnost je Gabriele govoril o demokraticnosti in o dobrem sozitju v nasi obmorski dezeli, in pritem so njegove oci begale od mene k dolgim rezancem na mizi, pa spet k meni, kakor da dvomijo, ce bom verjel novim besedam. In priznam, da se mi je, ko sem ga poslusal, njegovo razodetje zdelo cudno, in res sem pomislil, da ima za tiste izraze o bratstvu najbrz poglavitno zaslugo neponovljivo okolje, v katerem so bili izreceni; ker v dokoncni enakosti v gladu in pepelu res ni bilo mogoce se misliti na trmo o dozdevnih prednostih in razlockih. Prav zato pa se mi je zdelo neumestno, da mi po toliko letih skupnega bivanja na istih ulicah in na istem obrezju somescan, pripadnik italijanske elite, prvic govori v cloveskem jeziku prav tukaj, kjer je bilo vse clovesko postavljeno na tehtnico; in ceprav sem se zavedal, da je nespremenljiva enakost obsojenih teles odrinila stran vse zapreke, sem se vendar upiral misli, naj bi skupni strah pred pecjo botroval pri spocetju novega bratstva. Strah je bil namrec substanca nase skupnosti ves cas, od konca prve svetovne vojske, od tistih dni, ko so knjige s polic nasih knjiznic stresli pred Verdijev spomenik in se radovali zubljev, ki so jih pozirali. In potem je bil strah nas vsakdanji kruh, ko so postajali pogorisca nasi odri v predmestjih, ko je fasist streljal celo na slovenskega pridigarja v templju ob Kanalu, ko je vaski jeticni ucitelj s svojo slino kaznoval ustnice dekletca, ki se je predrznilo spregovoriti v rodnem jeziku. Ali ni bil ob vsej tej preteklosti zakasnel vznik prijateljske besede v krematorijskem svetu? Ali se ti trzaski italijanski clovek pribliza samó takrat, ko preti tudi njemu unicenje?” 1 likes
“Nekaj bi ta trenutek rad povedal svojim nekdanjim tovarisem, a obcutek imam, da bo vse neiskreno, kar jim bom v mislih rekel. Ziv sem, zato so tudi moja najbolj pristna custva nekje necista” 1 likes
More quotes…