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Nekropolis.
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Nekropolis.

4.11  ·  Rating Details ·  199 Ratings  ·  25 Reviews
Nekropola je mojstrsko delo (če nam je dovoljeno uporabiti estetske sodbe za pričevanje o absolutnem zlu) tudi zaradi svoje jasne kompozicije, zaradi prepleta časa – glagolskega in življenjskega – v katerem se dogaja pripoved.
V knjigi, kjer ni najmanjše zastranitve, naleti bralec na nepozabne strani: filmski prizori skupinske (»večglave«) množice jetnikov pod vodnim curkom
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Paperback
Published April 1st 2003 by Berliner Taschenbuchverlag (first published 1967)
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Rowizyx
Negli ultimi mesi (probabilmente nel periodo intorno al Giorno della Memoria, grande must per questo genere) ho beccato in libreria diversi romanzi che hanno la pretesa di raccontare esperienze "straordinarie" nei campi di concentramento: pianisti e pianiste, sarte, violinisti, fotografi, dentisti, giocatori di scacchi... Per carità, non li ho letti e magari sono anche dei libri validi, però...

Però poi t'imbatti in libri come questo, una testimonianza vera, cruda, che non ha bisogno di suscitare
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Doug
Jun 11, 2011 Doug rated it it was amazing  ·  review of another edition
I've always believed that we should learn from history so as not to repeat the horrors of our past. Sometimes, I find it important to read a book that completely immerses me in such insanity. It is hard to give a book about the Holocaust five stars, I certainly cannot say I "liked" it. Necropolis is amazing, haunting, harrowing, and thoroughly, brilliantly human. There are no good answers, but there is so much to learn.
Lorenzo Berardi
The first time I tried to read this book somehow I failed to get into it. Then I waited for the right moment to come as I was sure Pahor had something to tell.
When that moment came, months later, I was glad I gave "Nekropolis" a second chance.

Do not expect a second Elie Wiesel or a second Primo Levi as this book gives a different perspective on a detention experience in a Nazi concentration camp. Pahor was segregated in a small and not very known camp on the Alsatian mountains, the kind of cam
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orsodimondo
CRONACHE DAL MONDO CREMATORIO
Un libro ambientato in massima parte nel campo di concentramento nazista di Netzweiler-Struthof in Alsazia, dove Boris Pahor venne imprigionato.
Un libro sull’amore in tutte le sue forme umane e su ogni possibile offesa all’amore commessa dall’uomo.

... Allora mi disse: “Tu tornerai a casa.” Bè, questo era ciò che tutti speravamo, anche se nessuno voleva ammetterlo; la regola era di non stuzzicare la morte con immagini di vita, perché la morte è una femmina vendicativ
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Mojca
Feb 13, 2013 Mojca rated it it was amazing  ·  review of another edition
Shelves: slovenske
Pahorjevi spomini na čas, ki ga je preživel v več koncentracijskih taboriščih, ko je človek bil samo telo, ki mu ni ostalo nič razen golega življenja - pa še to je počasi odtekalo iz bolnih, izsušenih, umazanih udov in lobanj z vlažnimi kroglami. Krematorijski svet je svet neskončne negacije, ki je ločen od zunanjega sveta (v bistvu se svet zebrastih suhcev ne sme dotikati sveta živih, da ga ne bi okužil). Je poseben univerzum nepojmljive sistematizacije zla in vseprisotne smrti. Ljudje so zredu ...more
Doug
Jan 27, 2012 Doug rated it really liked it  ·  review of another edition
Pahor's writing is is so deeply personal and amazing. He puts words to the unfathomable in prose that is melodic, dark, passionate, and painful.
Patty
Dec 18, 2010 Patty rated it really liked it  ·  review of another edition
Uno stile poetico, ricco di immagini sin dal primo rigo (nastro d’asfalto liscio e sinuoso), quella che preferisco riguarda i ricordi (un viluppo intricato….rinsecchito dagli acini vizzi e ammuffiti)
Una narrazione cinematografica: il lettore è spettatore attento che vede e sente (sublime il racconto delle docce gelide…).
Magistrale l’intreccio fluido e scorrevole tra il presente narrativo e il passato, tra il sopravvissuto che rivisita l’orrore e la memoria del male.
E poi la solitudine del sop
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Delphine
Oct 11, 2008 Delphine rated it it was amazing  ·  review of another edition
Il s'agit du récit, par un survivant des camps de concentration, de ses années entre les mains des nazis. Revenant quarante ans après la fin de la guerre au camp du Struthof, un Slovène, au milieu des touristes, se sent en décalage par rapport aux personnes qui l'entoure.

Il revit alors la violence de la faim, des coups, de la misère, de la maladie. Il parle avec force de la douceur d'une douche chaude… chauffée par les cadavres des camarades morts, brûlés dans les fours crématoires.

Boris Pahor a
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Sandra
May 20, 2012 Sandra rated it really liked it  ·  review of another edition
La mayoría de los testimonios del holocausto judío que he leído (no muchos porque la mayoría de ellos están todavía sin traducir), suelen ser ligeramente optimistas. Obviamente los muertos en los campos no pueden escribir sus recuerdos, así que son los supervivientes los encargados de dar el mensaje: yo sobreviví, os cuento todos los horrores, sí, pero sigo vivo.

Boris Pahor es diferente. Nacido en Trieste hace casi cien años (¡sigue vivo!), después de unirse al frente yugoslavo de liberación, fu
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Alea
Aug 22, 2012 Alea rated it really liked it  ·  review of another edition
Boris Pahor si riferisce all'esperienza dei campi come al mondo crematorio.
Nel mondo crematorio la vita è a termine, e il termine è indicato dal fuoco del camino che brucia i corpi e le anime. La dissolvenza fisica, l'odore e il sapore della cenere del camino che impregna l'aria, il ruvido telo a strisce e l'incartapecorito strato di pelle che riveste le ossa, rami secchi da destinare al forno, è la tortura più grande, più della fame, delle umiliazioni morali, delle sofferenze fisiche, dell'ago
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Marie
Aug 06, 2014 Marie rated it it was amazing  ·  review of another edition
Shelves: favorite-books
I think it's essential for someone to understand that this is not a work of fiction. Sure, Boris Pahor studied italian literature but this does not mean that what's exposed here with an amazing detail and with some literary attitude of sorts, with the 20th century italian influence is any less real.
Boris Pahor is a survivor of one of the biggest horrors that humanity has seen, the Nazi regime. Fighting for Slovenian autonomy and opposed to both far right and far left systems, his story is an en
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Sebastian
Aug 26, 2015 Sebastian rated it liked it  ·  review of another edition
Shelves: owned
Un stream of consciosness autobiográfico de la experiencia del autor en los campos de exterminio ahora reconvertidos en museos del mal. La madalena de Pahor es el horno crematorio del campo que, por motivos nunca explicitados, visita por segunda vez. La narración es tortuosa en lo temático pero también en lo estilístico. Sin contar siquiera con una noción del esloveno, me atrevo a acusar en parte a la traducción, prejuicio al que me veo inclinado ante cualquier edición de Anagrama. Pero Pahor ti ...more
Sdrucciola
Per dimenticare la retorica dei campi ci vogliono una trentina di pagine.
Gli aggettivi si assottigliano, le frasi si fanno più brevi e puntuali, senza capire bene quando è successo ci si ritova nella baracca di Dachau. Accanto a Boris Pahor, internato sloveno assegnato all’infermeria, assegnato dal destino e dalla volontà alla cura degli infermi. Senza eroismo né l’orgoglio della vittima che porta in trionfo postumo la sua umiliazione.

Piuttosto come un testimone che non si rassegna a confinare l

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Barbara
Nov 14, 2010 Barbara rated it it was amazing  ·  review of another edition
Shelves: shoa
.....
Sono uomini, questi, che hanno un'immagine della vita alquanto alterata, nonostante le loro esperienze siano reali. Pure qui le giornate di lavoro si svolgevano anche nei magazzini, nelle cucine, nelle fabbriche e negli uffici. Tutta questa attività si trasformava però, piano piano ma senza scampo, in cenere. E' vero, quindi, che sarebbe del tutto incompleta l'esperienza di un uomo che, nelle città degli uomini, conoscesse solo gli obitori e i cimiteri. Il ritmo delle città è vitale, sono l
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Samuel76
Oct 29, 2015 Samuel76 rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: lem_6, scat_29, fazi_edit
Ci ho messo un'eternità a finire questo libro, tra gli impegni lavorativi, il poco tempo a disposizione e la lettura non propriamente leggera, il tempo è letteralmente volato via...

Storia vera e propria, in alcune parti del libro fa accapponare la pelle, anche se purtroppo non sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo (mi sono letteralmente sforzato di leggerlo!) in quanto la scrittura non rasenta i miei gusti.

Alle volte caotico nello scrivere con divagazioni e/o descrizioni contorte, anche se

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Laura Costantini
Jan 19, 2016 Laura Costantini rated it really liked it  ·  review of another edition
Ho esitato a lungo prima di affrontare questo libro. Temevo che la lettura ne risultasse pesante. Mi sbagliavo. Boris Pahor e' un grande narratore e ci spalanca le porte dell'orrore con la semplicita' di chi quel "mondo crematorio" lo ha vissuto in prima persona. Il continuo passaggio dal ricordo alla realta' di una visita da turista nel luogo che lo vide lottare per la vita, crea un ritmo che attira, seduce e conduce il lettore. Libri cosi' sono importanti. La memoria e' importante. Da leggere, ...more
Elalma
Jun 16, 2012 Elalma rated it it was amazing  ·  review of another edition
Un pilastro della letteratura dello sterminio. Non un libro da leggere tutto di un fiato, perch ti annienta un po' dentro. Potentissima scrittura, alcuni periodi sono da leggere pi volte per la lucidit e l'incisivit di quanto scrive quest'uomo eccezionale. Duro, durissimo, rappresenta "un tentativo di preservarci dalla dimenticanza, dalla pochezza della nostra capacit di trattenere i ricordi, dall'instabilit della nostra fluida coscienza " (pag 133). Non c' scampo. ...more
Alexander Lesher
Mar 15, 2011 Alexander Lesher rated it really liked it  ·  review of another edition
Holy Moly! Have other people read this???? They should. The Holocaust was disgusting and the wide breadth of prisoners is astonishing. How does Pahor make 14 months feel like an eternity? So many holocaust stories involve the narrator just barely surviving -- even as liberation is coming. Imagine being so close and so close to death. Great book. THANK YOU, DALKEY! I picked this up on a whim.
Luca
May 08, 2013 Luca rated it really liked it  ·  review of another edition
Un libro che trascina, lentamente e inesorabilmente, verso il fondo di immagini crude di deportazione e umiliazione. Prende lentamente per mano istillando angoscia e disagio. L'aspetto pi "affascinante" di questo libro la lucidissima e viva analisi emotiva del prigioniero, che a tratti spalanca le porte dell'alienazione. Uno "splendido" racconto di prigionia. ...more
Prospero
Nov 14, 2010 Prospero rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: narrativa, straniera
Una narrazione scorrevole rende più immediata la comprensione del dramma vissuto e rqccontqto senza orpelli. Una analisi interiore , un racconto dei sentimenti e non tanto degli accadimenti già ben conosciuti. Perché la storia é fatta di persone che agiscono e soffrono .
Arianna Rolandi
Feb 03, 2013 Arianna Rolandi rated it really liked it  ·  review of another edition
Per tutti coloro che soffrono di vuoti di memoria, per chi la storia (questa storia) non l'ha studiata, per tutti coloro, compresa me, che hanno bisogno di uno scossone sul tema dell'orrore dell'olocausto. Ben scritto, quasi una sceneggiatura, tanto sono vivide le immagini e forti le emozioni.
Robert
Dec 20, 2013 Robert rated it it was amazing  ·  review of another edition
Pretty good memoir about the details of living in a Nazi concentration camp. Pahor's details about his experiences are what make the difference.
Cristina
parti che si leggono tutte d'un fiato e parti che fai fatica a leggere, è stato questo a determinarla una lettura travagliata.
Mario Petillo
Mario Petillo rated it really liked it
Nov 02, 2012
Mateja
Mateja rated it it was amazing
Jul 25, 2011
Dissonance
Dissonance rated it it was amazing
Feb 05, 2013
Natalie Bradbury
Natalie Bradbury rated it really liked it
Feb 19, 2013
Conny
Conny rated it really liked it
Apr 12, 2014
Carnac
Carnac rated it it was amazing
Oct 09, 2015
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110213
Boris Pahor (born 28 August 1913) is a Slovene writer from Italy. He is considered to be one of the most important living authors in the Slovene language and has been nominated for the Nobel prize for literature by the Slovenian Academy of Sciences and Arts.

Pahor je bil rojen v Trstu leta 1913. Po dovršeni osnovni šoli je obiskoval katoliško Bogoslovno semenišče Koper (takrat, pod italijansko drža
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“Kakor v odgovor na to novo stvarnost je Gabriele govoril o demokraticnosti in o dobrem sozitju v nasi obmorski dezeli, in pritem so njegove oci begale od mene k dolgim rezancem na mizi, pa spet k meni, kakor da dvomijo, ce bom verjel novim besedam. In priznam, da se mi je, ko sem ga poslusal, njegovo razodetje zdelo cudno, in res sem pomislil, da ima za tiste izraze o bratstvu najbrz poglavitno zaslugo neponovljivo okolje, v katerem so bili izreceni; ker v dokoncni enakosti v gladu in pepelu res ni bilo mogoce se misliti na trmo o dozdevnih prednostih in razlockih. Prav zato pa se mi je zdelo neumestno, da mi po toliko letih skupnega bivanja na istih ulicah in na istem obrezju somescan, pripadnik italijanske elite, prvic govori v cloveskem jeziku prav tukaj, kjer je bilo vse clovesko postavljeno na tehtnico; in ceprav sem se zavedal, da je nespremenljiva enakost obsojenih teles odrinila stran vse zapreke, sem se vendar upiral misli, naj bi skupni strah pred pecjo botroval pri spocetju novega bratstva. Strah je bil namrec substanca nase skupnosti ves cas, od konca prve svetovne vojske, od tistih dni, ko so knjige s polic nasih knjiznic stresli pred Verdijev spomenik in se radovali zubljev, ki so jih pozirali. In potem je bil strah nas vsakdanji kruh, ko so postajali pogorisca nasi odri v predmestjih, ko je fasist streljal celo na slovenskega pridigarja v templju ob Kanalu, ko je vaski jeticni ucitelj s svojo slino kaznoval ustnice dekletca, ki se je predrznilo spregovoriti v rodnem jeziku. Ali ni bil ob vsej tej preteklosti zakasnel vznik prijateljske besede v krematorijskem svetu? Ali se ti trzaski italijanski clovek pribliza samó takrat, ko preti tudi njemu unicenje?” 1 likes
“Nekaj bi ta trenutek rad povedal svojim nekdanjim tovarisem, a obcutek imam, da bo vse neiskreno, kar jim bom v mislih rekel. Ziv sem, zato so tudi moja najbolj pristna custva nekje necista” 1 likes
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