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Canne al vento
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Canne al vento

3.67 of 5 stars 3.67  ·  rating details  ·  508 ratings  ·  43 reviews
Centro nevralgico della produzione letteraria deleddiana, Canne al vento fu ricordato dalla stessa autrice fra i romanzi nei quali riteneva di aver dato il meglio di sé. Ben oltre che storia della decadenza di un paese e di una famiglia dell'entroterra isolano, l'opera disegna una vera e propria parabola esistenziale in cui la Sardegna, riscattata dall'obbligo puramente do ...more
Hardcover, Bibliotheca Sarda, #104, 224 pages
Published 2005 by Ilisso Edizioni (first published 1913)
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(showing 1-30 of 1,174)
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Anastasia
Ecco uno di quei casi in cui semplicemente il libro in questione non fa per me.

Dovrebbe essere scontato, ma credo che sia il caso di dire che sono tutto tranne che professionale. E quando valuto un libro, valuto ciò che è stato per me, non il suo valore come opera letteraria. La mia è una valutazione più personale.
No, perché quando devi parlare in termini poco entusiastici di libri come Canne al vento, uno si sente quasi timorato. La Deledda è Premio Nobel, eccaspita. Meglio precisare che è per
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arcobaleno
Andava andava ma non trovava pace
Una lettura (e rilettura) ricca di interpretazioni; impressioni straordinarie, in più tempi.
Prima mi è apparsa la trama, con l’ambientazione sociale, culturale, geografica; con i personaggi e gli intrecci. Una rappresentazione quanto mai efficace di esistenze in cammino, sempre, chine sotto il peso di tradizioni ancestrali, dominate da un destino subìto con sofferenza silenziosa, chiuse in quell’angolo di mondo recinto dai fichi d’india, eppure intrise di sper
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Emanuela
Leggere questa storia di una comunità chiusa della nostra antropologia dell'altro giorno, lascia stupiti. Gli uomini e le donne, se non sono malati nel fisico, soffrono nello spirito come se quel poco di serenità e, raramente di felicità, fosse una coperta troppo corta che danneggia a turno i personaggi.
Grazia Deledda sa mettere l'amore per la sua terra nelle descrizioni dei paesaggi che si riempiono di luce e di colori, acqua che scorre, erba che cresce tra le pietre, canne che si flettono pro
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Guido
Se un libro può contenere l'antica, maestosa, violenta e amorevole vita della mia terra, dev'essere questo. Della Sardegna rappresentata qui non si descrivono né i confini, né la storia, né la cultura: Grazia Deledda non analizza la sua isola; la rappresenta perfettamente, tutta intera, nelle piante e nel vento che le muove, nei gioielli al collo di una vecchia, nelle fantasticherie ambiziose e vendicative della gente, nelle superstizioni, nelle pietre e nei pensieri di chi ci dorme sopra. Nonos ...more
Roberta
Della Deledda mi porto dietro, fin dai tempi del liceo, una sensazione di pesantezza e lungaggine. Perché? Non lo so: non abbiamo letto niente di suo. Forse è stato il modo con cui il professore l'ha citata, sbrigativo. Peccato, perché a me il verismo e i suoi sviluppi piacciono. Da un altro punto di vista invece meglio così, perché mi sono tenuta da parte questa storia fino ad adesso.
La famiglia Pintor, i nobili, si disfa quando una delle figlie scappa a Civitavecchia. Ora rimangono solo tre so
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Joseph Kugelmass
A spectacular book that is virtually unknown in the United States, despite Deledda's Nobel Prize. Not only is it neglected, it's not summarized very well online, from what I've seen. Most of the summaries tend to portray the book as a depressing Christian parable about the hardships of life on Earth, perked up with a few colorful references to Sardinian folklore. Who in the world would actually want to read something like that?

Fortunately, that's not Deledda. Reeds in the Wind is a subtle, tragi
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Dhanaraj Rajan
"Ma perché questo, Efix, dimmi, tu che hai girato il mondo: è da per tutto così? Perché la sorte ci stronca così, come canne?"

"Sì" egli disse allora "siamo proprio come le canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento."

"Sì, va bene: ma perché questa sorte?"

"E il vento, perché? Dio solo lo sa."


This can be said as the summary of this book - Destiny decides man's movement. Can he resist? It is difficult and if destiny seems to be all powerful what is the role of G
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Laura
From BBC Radio 4:
Grazia Deledda's powerful story of love, poverty, honour and retribution set in the rugged landscape of 1900's Sardinia.


I absolutely loved this book in such a way that I'm planning to read the printed version.
Serena!
Sarebbe più tre e mezzo in realtà, ma visti i miei pregiudizi, devo premiarlo :D

Che io non sia esattamente una cosa sola con i classici è cosa ben risaputa.. E' pur vero però che io una chance gliela do sempre :D
Così è stato per "Canne al vento": mi son detta "Diamine, un'autrice italiana del primo novecento che ha PURE vinto il Nobel.. Come si fa a non darle una chance?"
Questo accadeva una cosa come tre/quattro anni fa, poi mi è sempre mancato il coraggio.. Mi aspettavo in tutta onestà il sonn
...more
Ruth
I didn't get this book at first, but after thinking about it I have come up with a theory.

Sometimes I was a little bored reading because I didn't really identify with any of the characters. Even though their lives were undergoing dramas, somehow their pain and suffering didn't move me much.

After considering, I've decided that the author doesn't care much for her characters either. I read a review by a man fluent in Italian who had read the original novel. He comments that the title is a misrepr
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Alexandra Bradan
L'amore incondizionato di un umile servo per le sue padrone, "un pellegrino, con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sanbuco in mano, diretto verso un luogo di penitenza: il mondo", "l'amore, la tristezza, il rimorso e la speranza gli ridono e piangono negli occhi profondi e nella bocca amara...", perchè "lui è come le canne al vento. Lui è la canna e la sorte è il vento."

Come al solito dal delinearsi di una storia semplice, all'apparenza umile e scarna, la Deledda sa appura
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Auntie Pam
Mi ero riproposta più volte di leggerlo e alla fine mi sono decisa! Bel libro ambientato in Sardegna, dove fede e superstizione si intrecciano e dove esiste ancora una sorta di devozione al padrone. chiunque lo legga si affezionerà alla figura di Efix.
Roberta
E' sempre emozionante scoprire per la prima volta un testo così famoso, così discusso. E Canne al vento è sicuramente un testo molto particolare: la vena verista dell'autrice si mescola bene con uno stile evocativo: le descrizioni della Deledda ci portano a piè pari in una Sardegna estrema, caratterizzata dai contrasti, da una religione che è più superstizione e soprannaturale che religione vera e propria, in un paesino e, in particolare, nella casa delle tre sorelle Pintor, famiglia ormai in de ...more
Jaclyn Michelle
http://wineandabook.com/2014/01/06/re...

Being the OG lit snob that I am, I first stumbled upon Grazia Deledda while browsing a list of Nobel Prize winners. One of my 2014 reading resolutions is to read more widely, and what better way to discover said writers than by perusing said list. According to the Nobel website, Deledda was awarded the prize in 1926 “for her idealistically inspired writings which with plastic clarity picture the life on her native island and with depth and sympathy deal wi
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Damiana
Non sono 3 stelle piene, sono 3 stelle MOLTO stiracchiate, diciamo un 3 meno meno meno...
Il libro è senza dubbio ben scritto, personaggi e ambientazione ben delineati. Il vero problema temo di essere io: è la seconda volta che leggo Canne al vento e in entrambi in casi l'ho trovato un po' noioso, a tratti soporifero. Ho trovato inoltre parecchie difficoltà a entrare nel contesto del libro e questo "disagio" mi ha accompagnato per tutto il corso della lettura.
Temo di essere tra le poche (?) sarde
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Stefania
"Sì siamo proprio come le canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché!Siamo canne, e la sorte è il vento."

Penso che questa spiegazione della metafora del titolo sia l'unica cosa che mi sia piaciuta di questo libro.
Confesso che mi sento un po'in colpa a dare un voto così basso ad un premio Nobel, ma il libro non mi è proprio piaciuto. A parte che non ho ben capito la natura del rapporto tra Giacinto e donna Noemi, ma sicuramente mi sarò distratta nel punto in cui veniva spiegata, non mi sono se
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Grace
Much is revealed about the Sardinian culture and the passion of the Italian people in this story about a man who seeks atonement for a transgression committed in his youth. The author is one of the first women to have one the Nobel Prize for literature.

Antonietta
Un grande classico. L'autrice ebbe il Nobel per questo libro e non fatico a crederlo. Lo stile pulito, semplice, diretto fa scorrere le pagine come acqua sui sassi levigati di un torrente.
Andrew
This is a beautiful book about the fall of an Italian noble family.
Baylee
Mi sembrava piuttosto brutto, da lettrice, non aver letto niente dell'unica donna italiana ad aver vinto il Nobel per la letteratura (1926). Quindi, alla fine, mi sono decisa a prenderlo in biblioteca: neanche io so perché ci ho impiegato così tanto tempo (in realtà lo so... aggiungo indiscriminatamente troppi libri nella lista dei desideri).

Comunque, devo dire che Grazia Deledda si è aggiudicata i miei favori e penso proprio che leggerò qualcos'altro di suo. Devo anche spezzare una lancia a fav
...more
Christian Engler
Reeds in the Wind is a resounding success, for it is a literary work of art that is suffused with Sardinian folk culture, unwavering faith in Catholicism and vivid lore of the "dark beings who populate the Sardinian night..." Grazia Deledda's novel, set in the harsh, homely, bromidic Sardinian Galte (actually Galtelli) of Baronia, describes the arid, solitary landscape, where the sun continuously emits a slanting, hot coppery ray of light upon the reddened earth, and the melancholy panorama is a ...more
Claudia
Nella trama leggevo che spesso la scrittura della Deledda viene accostata o al Verismo o al Decadentismo; tra i due, se devo esprimere un parere, certamente mi sembra molto più affine al Verismo, in particolare, ho trovato alcune somiglianze con i Malavoglia di Giovanni Verga.
Canne al vento, a differenza dei Malavoglia, è più scorrevole, la scrittura più fluida e indubbiamente giocano un ruolo in più le bellissime descrizioni paesaggistiche:

L'autunno s'inoltrava coi giorni dolci di ottobre, coi
...more
Alexandre (Dalk)
Difficile non restare affascinato dalle infinite stupende descrizioni del paesaggio. Così belle che mettono in secondo piano la storia stessa. Ne emerge un quadro rustico e limpido e mentre leggi ti ritrovi immerso in quelle scene della natura.

Efix, donna Noemi, Don Predu, donna Ester, Giacinto, l'usuraia e tutti gli altri personaggi traggono forza narrativa dalla descrizione dell'ambiente che li circonda e che sembra dar loro carattere.

Il destino gioca un ruolo fondamentale. Implacabile decider
...more
Alice
Why do some authors make books full of unlikeable characters who are always doing stupid things and being mean to each other? They do mean, stupid things even to those they're supposed to love. Ugh! There's a character in here who keeps threatening to kill someone who won't sell him their farm, then ends up marrying one of them. Really? These are not realistic portrayals of people! This is why I read so much non-fiction.
61pat
Ovviamente una storia fuori dal tempo, secondo regole e principi ormai dimenticati. Ma più che una storia è una poesia per la bellezza e maestria con cui luoghi e persone vengono descritte. Si sentono i profumi della sardegna, si sente il vento che muove le canne: è come essere lì!
La Stamberga dei Lettori
Come tre figure arcaiche riemerse dalle nebbie cimmerie di un tempo che non c'è più, ancestrali e archetipiche, quasi come tre Parche, così emergono col loro sguardo severo le tre dame Pintor, Ruth, Ester e Noemi, nella narrazione di Grazia Deledda. La trama e lo stile ricordano una situazione della periferia regionale italiana, la Sardegna di inizio '900, che da tempo ha perso in buona parte il suo carattere di luogo isolato e distante dalla modernità, me nel 1913, anno di pubblicazione del rom ...more
Simona Sabatelli
Avvincente, intenso, amaro; do 3 stelle perche lo stile è faticoso ma resta un libro da leggere senza esitazione, uno spaccato di vita che lascia il segno.
Emma Schillaci
"Ogni tanto si fermava volgendosi a guardare il poderetto tutto verde fra le due muraglie di fichi d'India; e la capanna lassù nera fra il glauco delle canne e il bianco della roccia gli pareva un nido. Ogni volta che se ne allontanava lo guardava così, tenero e melanconico, appunto come un uccello che emigra: sentiva di lasciar lassù la parte migliore di se stesso, la forza che dà la solitudine, il distacco dal mondo; e andando su per lo stradone[...] gli sembrava di essere un pellegrino, con l ...more
Piperitapitta
bello, triste, da rileggere.
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All About Books: Reeds in the Wind by Grazia Deledda (dely and Dhanaraj) 40 25 Mar 17, 2014 04:00AM  
  • A Woman
  • The Silent Duchess
  • Il Giornalino di Gian Burrasca
  • Fontamara
  • Il sergente nella neve
  • Two Women
  • La cognizione del dolore
  • La bella estate
  • Il bell'Antonio
  • Cuttlefish Bones
  • The Ragazzi
  • Accabadora
  • Tempo di uccidere
  • Lessico famigliare
  • The Viceroys
  • Conversations in Sicily
  • Menzogna e sortilegio
  • Il segreto del Bosco Vecchio
1709
Awarded the Nobel Prize in Literature in 1926 "for her idealistically inspired writings which with plastic clarity picture the life on her native island and with depth and sympathy deal with human problems in general."

In Deledda's novels there is always a strong connection between places and people, feelings and environment. The environment depicted is that one harsh of native Sardinia, but it is
...more
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La madre Cosima Elias Portolu L'edera Marianna Sirca

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“Ma perché questo, Efix, dimmi, tu che hai girato il mondo: è da per tutto così? Perché la sorte ci stronca così, come canne?
– Sì, – egli disse allora, – siamo proprio come le canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento.”
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“Eccola dunque col pensiero laggiù.
Le par d’essere ancora fanciulla, arrampicata sul belvedere del prete, in una sera di maggio. Una grande luna di rame sorge dal mare, e tutto il mondo pare d’oro e di perla. La fisarmonica riempie coi suoi gridi lamentosi il cortile illuminato da un fuoco d’alaterni il cui chiarore rossastro fa spiccare sul grigio del muro la figura svelta e bruna del suonatore, i visi violacei delle donne e dei ragazzi che ballano il ballo sardo. Le ombre si muovono fantastiche sull’erba calpestata e sui muri della chiesa; brillano i bottoni d’oro, i galloni argentei dei costumi, i tasti della fisarmonica: il resto si perde nella penombra perlacea della notte lunare. Noemi ricordava di non aver mai preso parte diretta alla festa, mentre le sorelle maggiori ridevano e si divertivano, e Lia accovacciata come una lepre in un angolo erboso del cortile forse fin da quel tempo meditava la fuga.
La festa durava nove giorni di cui gli ultimi tre diventavano un ballo tondo continuo accompagnato da suoni e canti: Noemi stava sempre sul belvedere, tra gli avanzi del banchetto; intorno a lei scintillavano le bottiglie vuote, i piatti rotti, qualche mela d’un verde ghiacciato, un vassoio e un cucchiaino dimenticati; anche le stelle oscillavano sopra il cortile come scosse dal ritmo della danza. No, ella non ballava, non rideva, ma le bastava veder la gente a divertirsi perché sperava di poter anche lei prender parte alla festa della vita.
Ma gli anni eran passati e la festa della vita s’era svolta lontana dal paesetto, e per poterne prender parte sua sorella Lia era fuggita di casa…
Lei, Noemi, era rimasta sul balcone cadente della vecchia dimora come un tempo sul belvedere del prete.”
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