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Accabadora
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Accabadora

3.86 of 5 stars 3.86  ·  rating details  ·  1,245 ratings  ·  174 reviews
The award winning Accabadora is an exceptional English-language debut, written with intriguing subtlety reflecting a sensual picture of local Italian life and death in villages during the 1950's. A time where family ties and obligations still decide much of life's ebb and flow. A must read for those who love a touch of the unusual.

Formerly beautiful and at one time betroth
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Paperback, 208 pages
Published October 30th 2012 by Counterpoint (first published May 25th 2009)
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Community Reviews

(showing 1-30 of 1,901)
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Roberto
L’inizio è abbastanza originale; la storia, tutta al femminile, vede protagoniste due donne di generazioni distanti fra loro. Il romanzo si apre con una vecchia sarta che vede la giovane Maria rubacchiare in un negozio e la adotta, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge».
La sarta da quel momento insegnerà a Maria l’arte raffinata e difficile della sartoria, ma soprattutto a mantenere l’umiltà necessaria per vivere, e morire, con dignità.

La vecchia e la
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Mia -
Premesso che sto infilando una bella e lunga serie positiva di letture, da "Tutta mio padre" di Rosa Matteucci fino a "La piazza del diamante" di Mercè Rodoreda, e quindi son qui tutta contenta e soddisfatta dalla bella letteratura. Premesso che, a prescindere dal fatto che questo libro di Michela Murgia mi è piaciuto, sto seriamente pensando di tatuarmi addosso la parola Accabadora, che mi rotola in bocca forte e prepotente.

Dunque, "Accabadora" mi è piaciuto, e molto.
È un libro che odora di ter
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Paolo Ciampi
"- Non mi si è mai aperto il ventre, - proseguì, - e Dio sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza, e il senso, e il vino della festa, e tutto quello che serve, quando gli serve. Anche io avevo la mia parte da fare, e l'ho fatta.

- E quale parte era?

- L'ultima. Io sono stata l'ultima madre che alcuni hanno visto".

Che libro potente, Accabadora di Michela Murgia, per quello che dice e per quello che tace, per le parole con cui avvicina il miste
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Donatella
Sono venuta a sapere dell'esistenza delle Accabadoras in Sardegna solo qualche anno fa e sono rimasta affascinata da quest'aspetto della nostra cultura che io, che provengo da una famiglia piuttosto bigotta, non avevo mai sospettato potesse esistere. Di solito non amo molto i libri in cui la sardità viene esposta in modo così marcato, al punto da staccare il racconto da un possibile respiro universale, ma in questo caso ho riconosciuto come mia, al di là della mia ignoranza di superficie, questa ...more
Natalie
Ono, kad me netko pita što čitaš?
Odgovorim:''Accabadora''.
Hmmm…Accabadora.
Neobičan naslov i još neobičnije o čemu je tu riječ. Na sardinijskom ''Accabadora'' znači – onaj koji završava. Zagonetno, mistično…da, mistično.

Sardinija pedesetih je drevni svijet na rubu ponora, ima svoja pravila i zabrane, jezik predaka i prešutni dogovor zajedništva. Zajednica je kao tijelo koje ima svoje potrebe i s instinktom bez previše riječi ih sami rješavaju.

Osjećaš mirise na selu, nakon zalaska sunca, običa
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Sandra Bašić
Acabar (španj. dovršiti, okončati), Accabadora (ona koja okončava)

Maria Listru sa svojih osam godina postala je „figlia d'anima“ (dijete duše) starice Bonarije Urrai. Marijina majka zbog siromaštva daje Bonariji svoju četvrtu kćer, koja ju usvaja i odgaja kao vlastitu, što je bio vrlo čest primjer na Sardiniji 1950.-ih godina.

Bonaria se za život uzdržava kao krojačica a o Mariji brine i više nego da joj je prava majka, posebno inzistirajući na njenom školovanju. Ali to nije jedina Bonarijina vje
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Paola
Accabadora, colei che spegne la vita.
La scrittura é pastosa, trascina il pensiero, le parole definiscono un sentire provato, un’esperienza che ora sai che é condivisa, un patrimonio comune:
“ Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione é la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell’anima.”
Il romanzo di Michela Murgia mantiene sino alla fine tale potente sc
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Eccentrika
Interessantissima e particolare la tematica trattata in questo libro, quella della morte volontaria, nei nostri anni definita eutanasia. Ma ancora più interessante è apprendere che nella Sardegna degli anni '50 questa era una pratica comune, affidata ad una persona che svolgeva l'incarico come se fosse un mestiere. Il libro è scritto molto bene (a parte la caratterizzazione dei personaggi che non mi ha soddisfatta), e soprattutto nella prima parte la storia mi è piaciuta in modo particolare, per ...more
Margherita Dolcevita
Questo romanzo è la dimostrazione che non c'è bisogno di inventarsi storie al limite del paranormale per coinvolgere il lettore, che non c'è bisogno di inventarsi uno stile "all'avanguardia" per distinguersi dalla massa, che non c'è bisogno di riscoprirsi saggisti per trattare temi di oggi, che non c'è bisogno di spendere centinaia di pagine per dire ciò che si ha da dire.
Si può scrivere un ottimo romanzo senza tutto questo.
Basta saper scrivere BENE, conoscere profondamente ciò di cui si sta pa
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Arwen56
Scritto benissimo, va detto. Con una proprietà di linguaggio che si sta facendo rara, di questi “stitici” tempi. Affronta, inoltre, il tema dell’eutanasia da un’angolazione e da una prospettiva molto originale e ben sostenuta.

O, almeno, lo fa fino a pagina 120 (della mia edizione, s’intende), quando la protagonista parte per Torino.

Dopo di che, precipita nel baratro del déjà vu in un modo talmente rapido che avrei persino potuto anticipare, senza averli letti, le situazioni, i comportamenti e, f
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Gattalucy
Grazie Michela

Solitamente diffido dai libri che hanno molto successo.
E di questo sapevo mi avrebbe parlato della “dolce” morte (sarà dolce mai?)
E invece vi ho trovato molto di più.
Ho trovato dipanate le emozioni, i groppi alla gola, le lacrime che non si vedono ma che scorrono dentro più salate delle altre. La forza dei bambini che, nati orfani d'amore, possono riconoscersi figli di molte madri che nella vita li aiutano a crescere.
Ma soprattutto la dolce melodia incerta tra la ninna nann
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charta
Pre-commento:
Murgia scrive bene ma è un po' scarsa sui fondamentali. Per scardinare le regole bisogna conoscerle alla perfezione.
L'ovazione di critica e pubblico per ora non sembra trovare riscontro in una reale consistenza.
Classica situazione di cucina piena di fumo con misero arrosto.

Al termine della lettura l'autrice si conferma dotata di genuino talento nelle belle lettere.
Purtroppo abbondano i topoi sulla sardità, come l'immancabile ed incongrua trasferta in continente e le manipolazioni di
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Giovanna
Non credo che scriverò una recensione completa, ma...non c'è nulla di più bello di un libro che ti sorprende in postivo. Probabilmente non l'avrei letto se avessi fatto di testa mia a causa della mia ostilità verso la narrativa italiana e invece mi sarei persa davvero un bel libro. Quattro stelle pienissime.
Helena (Renchi King)
5+ !!!
Sardinija,mladost,smrt,izbavljenje...tim redom djevojčica Marija upoznaje nas sa svojom sudbinom vezanom uz neobičnu pomajku "accabadoru".
Accabadora znači : "ona koja dovršava,okončava".
Vrlo slikovito opisan život obitelji u maloj seoskoj sredine 1950.-tih.To je vrijeme napornog težačkog života,neimaštine,mladenačkih simpatija i često surovog odrastanja.
Marija,kao najmlađa kći udovice,postaje "kćer duše" lokalne krojačice.
Vrlo inteligentna i pronicljiva,djevojčica će vrlo rano osjetiti da
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Ema
Romanul Michelei Murgia are o frumuseţe aparte, o poezie care nu poate fi tăgăduită, ascunsă în mici detalii, în întorsături de frază, dar şi în pitoreştile cutume ale vieţii din Sardinia - meleagurile natale ale autoarei. Mi-am dorit să citesc această carte din momentul în care am aflat de existenţa ei; mi-am imaginat, de pe atunci, o lume la graniţa dintre real şi fantastic, cu un strop de pitoresc şi magie - reţeta perfectă pentru a deveni o carte favorită. Nu am luat însă în calcul că, uneor ...more
JJ Marsh
Beautiful, magical, with a subtle evocation of island culture.
Maria is a fill'e anima - a soul child.
For a mother with too many daughters, it's a neat solution to make a bargain with a sterile woman. A better life for all. And it is.
Maria and Bonaria Urrai grow to understand each other and their place in the unspoken culture of Sardinia in the 1950s.
For Bonaria is the opposite to a midwife. She assists souls on their way out.
The rural landscape and way of life is traditional, charming and br
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Maria Stancheva
Прочетох "Акабадора", хареса ми, според мен авторката има големи възможности да се развие и да пише изключителни книги, просто на моменти виждах части от текста, през които прозира структурата на мисълта на големите съвременни романи, но после това се губеше, все едно някой ти е затръшнал вратата под носа, докато си се опитвал да надничаш.
Интересни ми бяха описанията на бита и вярванията в малкото сардинско село и се ядосвах,че са прекалено бегли. Може би книжката трябваше да е малко по-подробна
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Lightblue
Lo stile è impeccabile, niente da dire, sembra quasi si legga una lunga poesia. E anche lo spaccato nella Sardegna degli anni '50 è interessantissimo. Purtroppo però non sono riuscita ad affezionarmi ai protagonisti e ho trovato la parte su Torino un po' buttata lì, come se appartenesse completamente ad un'altra storia e lì si concludesse. E' il terzo libro che leggo di quest'autrice e devo dire che la apprezzo molto di più nelle vesti comiche di Il mondo deve sapere.
Jeannette Andersen
Jeg har læst Michela Murgias roman, i dansk oversættelse fra forlaget Palomar v/ Marie Andersen.
Bogen er en fantastisk beretning dels om det at være adoptivbarn, og finde kærlighed og tryghed, og en samtidig en fantastisk beskrivelse af et samfund, og dets kultur igennem generationer, den beskriver hvordan et samfund igennem tiderne, har brugt aktiv dødshjælp som en del af livet.
Bogen handler primært om Maria, som er nummer fire i en faderløs søskendeflok, hun er egentligt i vejen, og har altid
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Lukáš Palán
Accabadory byly vdovy na Sicílii, který místo luštění křížovek po večerech docházely k lidem v posledním tažení a na jejich prosbu jim přiložili k hlavě polštář a zeutanázovaly je. Přesně o tomhle vypráví i kniha této italské špagety, která se zaměřila na život jedné staré accabadory, která si z nudy k sobě vzala malou buchtičku, kterou její matka nechtěla, protože měla chleba jen pro tři dcery.

Kniha se čte moc dobře, ale nevím jestli je to tím, že spisovatelka dobře píše, nebo tím, že já dobře
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Claudia Sesto
"Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata."
Con grande maestria ci viene raccontata una storia particolare che si svolge in Sardegna: Tzia Bonaria decide e sceglie in un'istante di prender Maria con sè per diventare sua fill'e anime (figlia adottiva), facendo chiacchierare e non poco, il piccolo paesino di Soreni.
Maria capirà subito che Tzia Bonaria è una persona particolare, unica e preziosa, e scoprirà a seguito di un a
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stefano


Letto tutto d'un fiato, perché volevo vedere se davvero andava a finire come avevo immaginato dalle prime pagine. E va a finire proprio così. Storia banale, infarcita di luoghi comuni da Sardegna magica che fanno venire il voltastomaco. Mentre lo leggevo mi sentivo come Medina Reyes nei confronti di Garcia Marquez: "Non nego la sua qualità di scrittore, ma quelli della mia generazione non si riconoscono nel realismo magico. Lo stile che ha incantato il mondo è una formula usurata per lettori nos
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SIMON Karine
Accabadora est un roman court assez particulier, puisqu’il traite d’une « coutume » ou « culture » ancienne de la Sardaigne.

L’action se passe au siècle dernier essentiellement dans un petit village Sarde, ou nous suivons Maria, une fillette de six ans (au début du roman), qui vient d’être « vendu » comme fillus de anima à Tzia Bonaria, officiellement couturière. Je dis officiellement, car si Maria s’acclimate très vite à sa nouvelle vie, elle découvre très vite que sa mère d’adoption, s’absente
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Tempiirregolari
Un libro da leggere per chi ama scrivere: “Accabadora” di Michela Murgia.

In questo primo giorno del 2011 voglio consigliare un libro da leggere per chi ama scrivere (se qualcuno non l’ha ancora letto): Accabadora di Michela Murgia, Premio Campiello 2010, ed.Einaudi.
Maria Listru, quarta figlia di madre vedova, cresciuta come un cucciolo selvatico, viene adottata come fill’ e anima dalla sarta Bonaria Urrai, un’anziana donna taciturna che tutti in paese guardano con rispetto ma anche con un’ombra
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Mark Staniforth
Michela Murgia's Accabadora has not been short of plaudits since it was first published in Italian in 2009: it has won six literary prizes, and it is not hard to see why. Translated by Silvester Mazzarella, it is another slice of historical Sardinian life from MacLehose Press, following Memory Of The Abyss by Marcello Fois, published earlier this year.
Like Fois, Murgia's writing is richly rooted in the traditions of her native land, her careful prose painting a vivid picture of life in 1950s Sar
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Sarasaya
La bimba che si affretta a tenere il passo dietro alla nuova madre il giorno in cui viene ceduta dalla sua famiglia imparerà presto che colpa e giustizia non sono così facili da identificare in tutte le cose, come per una manciata di ciliegie rubate.
In un luogo in cui sembra non esserci più spazio per Dio ("-Arrivare a beccare nel dolore altrui, certo. Un bell'impegno vi ci guadagnerete di sicuro il paradiso. Ma non sperate, don Franzì, che solo perché mi manca una gamba io adesso sia in cerca d
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Germano Dalcielo
Ho letto questo libro in un giorno, non perchè sia particolarmente scorrevole o perchè tenga incollato alle pagine - la scrittura della Murgia anzi un paio di volte costringe a soffermarsi e rileggere due volte per coglierne la profondità e il senso - ma perchè questo è un libro che fa star male. Si può dire male con la M maiuscola?
Credo di non aver mai letto in vent'anni pagine più pregne, struggenti, dolorose di quelle in cui Maria assiste Tzia Bonaria bloccata nel letto e poi in coma.
Non c'è
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Mara
Mi è proprio piaciuto Accabadora! Solitamente sono un po’ diffidente verso libri che vincono premi tipo Strega o Campiello e che sono molto osannati ; in questo caso avevo decisamente torto. E’ un romanzo breve che racconta una storia insolita, dura, triste, reale ed emozionante al tempo stesso, accompagnandoti verso una terra antica piena di storie e tradizioni che non esistono più, senza mai scadere nella banalità. Prosa asciutta e poetica (alcune pagine mi hanno ricordato il ritmo delle canzo ...more
Ingrid Fasquelle
Accabadora. Un titre magnétique, envoûtant, qui résonne comme une formule magique. Certains y entendront la musique de la vie, d'autres la litanie de la mort, c'est selon. Mais Accabadora est avant tout un roman qui invite à la réflexion et amène le lecteur à un questionnement troublant (et très personnel) sur le sens de la vie et celui de la mort.

Là où il eût été facile de succomber à un déballage malsain, Michela Murgia utilise son talent de conteuse, toute la subtilité et le pouvoir des mots,
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Mirrordance
Nell'insieme il libro mi è piaciuto. E' bello sentire la voce accentata dell'autrice che legge le pagine che ha scritto. La prima parte del romanzo è piu' piena, riccha, prende ed il lettore si sente immerso nella vita di questo piccolo paese della Sardegna. La pausa "torinese" è una parentesi che aggiunge poco alla storia e dal ritorno in sardegna la narrazione si sfilaccia ed il ritmo perde colpi.
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Free Books, .99 &...: Paperback Copy of Accabadora 1 12 Dec 04, 2012 03:22PM  
  • Un calcio in bocca fa miracoli
  • Reeds in the Wind
  • Don Giovanni in Sicilia
  • From the Land of the Moon
  • Canale Mussolini
  • Lessico famigliare
  • Non avevo capito niente
  • La variante di Lüneburg
  • Spingendo la notte più in là
  • The Silent Duchess
  • Testimone inconsapevole
  • Altai
  • Se ti abbraccio non aver paura: Il viaggio di Franco e Andrea
  • Non ora, non qui
  • The Almond Picker
  • Twice Born
  • La vita accanto
  • Un anno sull'altipiano
2966342
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.
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Ave Mary: E la Chiesa inventò la donna Il mondo deve sapere L'incontro Viaggio in Sardegna: Undici percorsi nell'isola che non si vede "L'ho uccisa perché l'amavo": Falso!

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“Niente a Soreni era sbeffeggiato e tenuto ai margini quanto uno stupido, perché se l'astuzia, la forza e l'intelligenza si potevano vincere ad armi pari, la stupidità non aveva peggior nemico di se stessa, e la sua fondamentale imprevedibilità la rendeva pericolosa negli amici più ancora che nei nemici.” 1 likes
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