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Accabadora
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Accabadora

3.89  ·  Rating Details ·  1,812 Ratings  ·  229 Reviews
La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull’orlo del precipizio. Maria ha sei anni ed è appena diventata «figlia d’anima» dell’anziana Bonaria Urrai, secondo l’uso campidanese che consente alle famiglie numerose di compensare le sterilità altrui attraverso una adozione sulla parola; il patto tacito è che la figlia acquisirà lo status di erede, ma in cambio prom ...more
Paperback, NumeriPrimi, 164 pages
Published 2011 by Einaudi (first published May 25th 2009)
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Community Reviews

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Roberto
Mar 17, 2013 Roberto rated it it was ok  ·  review of another edition
L’inizio è abbastanza originale; la storia, tutta al femminile, vede protagoniste due donne di generazioni distanti fra loro. Il romanzo si apre con una vecchia sarta che vede la giovane Maria rubacchiare in un negozio e la adotta, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge».
La sarta da quel momento insegnerà a Maria l’arte raffinata e difficile della sartoria, ma soprattutto a mantenere l’umiltà necessaria per vivere, e morire, con dignità.

La vecchia e la
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Donatella
Sep 10, 2010 Donatella rated it it was amazing  ·  review of another edition
Sono venuta a sapere dell'esistenza delle Accabadoras in Sardegna solo qualche anno fa e sono rimasta affascinata da quest'aspetto della nostra cultura che io, che provengo da una famiglia piuttosto bigotta, non avevo mai sospettato potesse esistere. Di solito non amo molto i libri in cui la sardità viene esposta in modo così marcato, al punto da staccare il racconto da un possibile respiro universale, ma in questo caso ho riconosciuto come mia, al di là della mia ignoranza di superficie, questa ...more
Paolo Ciampi
Dec 04, 2013 Paolo Ciampi rated it it was amazing  ·  review of another edition
"- Non mi si è mai aperto il ventre, - proseguì, - e Dio sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza, e il senso, e il vino della festa, e tutto quello che serve, quando gli serve. Anche io avevo la mia parte da fare, e l'ho fatta.

- E quale parte era?

- L'ultima. Io sono stata l'ultima madre che alcuni hanno visto".

Che libro potente, Accabadora di Michela Murgia, per quello che dice e per quello che tace, per le parole con cui avvicina il miste
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Mia -
Mar 09, 2011 Mia - rated it really liked it  ·  review of another edition
Premesso che sto infilando una bella e lunga serie positiva di letture, da "Tutta mio padre" di Rosa Matteucci fino a "La piazza del diamante" di Mercè Rodoreda, e quindi son qui tutta contenta e soddisfatta dalla bella letteratura. Premesso che, a prescindere dal fatto che questo libro di Michela Murgia mi è piaciuto, sto seriamente pensando di tatuarmi addosso la parola Accabadora, che mi rotola in bocca forte e prepotente.

Dunque, "Accabadora" mi è piaciuto, e molto.
È un libro che odora di ter
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Natalie
Dec 12, 2014 Natalie rated it really liked it
Shelves: read-2014
Ono, kad me netko pita što čitaš?
Odgovorim:''Accabadora''.
Hmmm…Accabadora.
Neobičan naslov i još neobičnije o čemu je tu riječ. Na sardinijskom ''Accabadora'' znači – onaj koji završava. Zagonetno, mistično…da, mistično.

Sardinija pedesetih je drevni svijet na rubu ponora, ima svoja pravila i zabrane, jezik predaka i prešutni dogovor zajedništva. Zajednica je kao tijelo koje ima svoje potrebe i s instinktom bez previše riječi ih sami rješavaju.

Osjećaš mirise na selu, nakon zalaska sunca, običa
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Damiana
Mar 29, 2016 Damiana rated it really liked it  ·  review of another edition
"Acabar", in spagnolo, significa finire. E in sardo "accabadora" è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l'ultima madre.
Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché "le colpe, c
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Arwen56
Mar 15, 2015 Arwen56 rated it it was ok
Scritto benissimo, va detto. Con una proprietà di linguaggio che si sta facendo rara, di questi “stitici” tempi. Affronta, inoltre, il tema dell’eutanasia da un’angolazione e da una prospettiva molto originale e ben sostenuta.

O, almeno, lo fa fino a pagina 120 (della mia edizione, s’intende), quando la protagonista parte per Torino.

Dopo di che, precipita nel baratro del déjà vu in un modo talmente rapido che avrei persino potuto anticipare, senza averli letti, le situazioni, i comportamenti e, f
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Paola
Dec 14, 2010 Paola rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: narrativa
Accabadora, colei che spegne la vita.
La scrittura é pastosa, trascina il pensiero, le parole definiscono un sentire provato, un’esperienza che ora sai che é condivisa, un patrimonio comune:
“ Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione é la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell’anima.”
Il romanzo di Michela Murgia mantiene sino alla fine tale potente sc
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Simona
Jan 01, 2016 Simona rated it liked it  ·  review of another edition
Michela Murgia ci trasporta nella Sardegna degli anni '50, nella Sardegna della tradizione, dei segreti e dei patti condivisi.
La Sardegna degli anni '50 ci racconta la storia delle "fill'e anima", come Maria, "abituata a concepirsi soprattutto come un'insignificanza". Maria conoscerà, soprattutto grazie a Tzia Bonaria la delicata arte della sartoria, della cucitura delle asole, ma soprattutto la vita, tessendo la sua tela. Una tela fatta di cose non dette, segreti dal sapore e dalla tradizione m
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Gattalucy
Aug 24, 2012 Gattalucy rated it really liked it  ·  review of another edition
Grazie Michela

Solitamente diffido dai libri che hanno molto successo.
E di questo sapevo mi avrebbe parlato della “dolce” morte (sarà dolce mai?)
E invece vi ho trovato molto di più.
Ho trovato dipanate le emozioni, i groppi alla gola, le lacrime che non si vedono ma che scorrono dentro più salate delle altre. La forza dei bambini che, nati orfani d'amore, possono riconoscersi figli di molte madri che nella vita li aiutano a crescere.
Ma soprattutto la dolce melodia incerta tra la ninna nann
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Sandra Bašić
Feb 09, 2015 Sandra Bašić rated it really liked it  ·  review of another edition
Acabar (španj. dovršiti, okončati), Accabadora (ona koja okončava)

Maria Listru sa svojih osam godina postala je „figlia d'anima“ (dijete duše) starice Bonarije Urrai. Marijina majka zbog siromaštva daje Bonariji svoju četvrtu kćer, koja ju usvaja i odgaja kao vlastitu, što je bio vrlo čest primjer na Sardiniji 1950.-ih godina.

Bonaria se za život uzdržava kao krojačica a o Mariji brine i više nego da joj je prava majka, posebno inzistirajući na njenom školovanju. Ali to nije jedina Bonarijina vje
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Eccentrika
Interessantissima e particolare la tematica trattata in questo libro, quella della morte volontaria, nei nostri anni definita eutanasia. Ma ancora più interessante è apprendere che nella Sardegna degli anni '50 questa era una pratica comune, affidata ad una persona che svolgeva l'incarico come se fosse un mestiere. Il libro è scritto molto bene (a parte la caratterizzazione dei personaggi che non mi ha soddisfatta), e soprattutto nella prima parte la storia mi è piaciuta in modo particolare, per ...more
Claudia Sesto
May 02, 2014 Claudia Sesto rated it it was amazing  ·  review of another edition
"Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata."
Con grande maestria ci viene raccontata una storia particolare che si svolge in Sardegna: Tzia Bonaria decide e sceglie in un'istante di prender Maria con sè per diventare sua fill'e anime (figlia adottiva), facendo chiacchierare e non poco, il piccolo paesino di Soreni.
Maria capirà subito che Tzia Bonaria è una persona particolare, unica e preziosa, e scoprirà a seguito di un a
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charta
Jun 30, 2012 charta rated it it was ok
Shelves: narrativa, europa
Pre-commento:
Murgia scrive bene ma è un po' scarsa sui fondamentali. Per scardinare le regole bisogna conoscerle alla perfezione.
L'ovazione di critica e pubblico per ora non sembra trovare riscontro in una reale consistenza.
Classica situazione di cucina piena di fumo con misero arrosto.

Al termine della lettura l'autrice si conferma dotata di genuino talento nelle belle lettere.
Purtroppo abbondano i topoi sulla sardità, come l'immancabile ed incongrua trasferta in continente e le manipolazioni di
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Giovanna
Apr 23, 2014 Giovanna rated it really liked it  ·  review of another edition
Non credo che scriverò una recensione completa, ma...non c'è nulla di più bello di un libro che ti sorprende in postivo. Probabilmente non l'avrei letto se avessi fatto di testa mia a causa della mia ostilità verso la narrativa italiana e invece mi sarei persa davvero un bel libro. Quattro stelle pienissime.
Yuko86
Apr 06, 2016 Yuko86 rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: read-in-2016
Ho avuto un colpo di fulmine per Michela Murgia leggendo a Dicembre la sua ultima opera, Chirù: mi hanno stregato la sua prosa e i suoi personaggi, lasciandomi un'immensa voglia di leggere altro di suo. È per questo che, durante la promozione sui titoli Einaudi, ho acquistato Accabadora e non me ne sono certo pentita.

Protagoniste della vicenda sono Maria, Tzia Bonaria e la Sardegna degli anni Cinquanta. Maria è figlia d'anima di Bonaria Urrai: è stata cioè da lei presa in affidamento, se così vo
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Annelie Bernar
Jun 15, 2016 Annelie Bernar rated it it was amazing  ·  review of another edition
Questo romanzo di Michela Murgia- il primo per me ed un'autentica, piacevole scoperta- racconta della vita di Maria, "adottata" a sei anni da Tzia Bonnaria : un'autentica fortuna per lei, l'ultima, quarta figlia, non desiderata, di una famiglia che volentieri la cede. Tzia Bonnaria, scopriremo in seguito, è l'Accabadora, colei che finisce, colei che seguendo un antico rituale aiuta a lasciare questa vita chi non riesce con le proprie forze, chi non ha più speranze di condurre una vita degna di e ...more
Guido
Un ottimo romanzo in cui ho riconosciuto molti dei luoghi e delle sensazioni che appartengono a chi è nato e cresciuto in Sardegna: le stesse pietre, i dolci alle mandorle, il fumo dei falò di rovi, le voci dell'isola. L'autrice sa sfruttare questo patrimonio senza mai sconfinare nella caricatura, nella parodia, un confine più che mai incerto quando si tratta di tradizioni regionali.

Stilisticamente, inoltre, Michela Murgia realizza un piccolo capolavoro: pur nell'incertezza di chi per la prima v
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Margherita Dolcevita
Questo romanzo è la dimostrazione che non c'è bisogno di inventarsi storie al limite del paranormale per coinvolgere il lettore, che non c'è bisogno di inventarsi uno stile "all'avanguardia" per distinguersi dalla massa, che non c'è bisogno di riscoprirsi saggisti per trattare temi di oggi, che non c'è bisogno di spendere centinaia di pagine per dire ciò che si ha da dire.
Si può scrivere un ottimo romanzo senza tutto questo.
Basta saper scrivere BENE, conoscere profondamente ciò di cui si sta pa
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Mara
Nov 22, 2010 Mara rated it it was amazing  ·  review of another edition
Shelves: italiana, narrativa
Mi è proprio piaciuto Accabadora! Solitamente sono un po’ diffidente verso libri che vincono premi tipo Strega o Campiello e che sono molto osannati ; in questo caso avevo decisamente torto. E’ un romanzo breve che racconta una storia insolita, dura, triste, reale ed emozionante al tempo stesso, accompagnandoti verso una terra antica piena di storie e tradizioni che non esistono più, senza mai scadere nella banalità. Prosa asciutta e poetica (alcune pagine mi hanno ricordato il ritmo delle canzo ...more
Piantina_grassa
Jan 04, 2016 Piantina_grassa rated it really liked it  ·  review of another edition
Fino a ieri non sapevo cos'era un fillus de anima. Troppo riduttivo tradurlo con "figlio adottivo". Dovevo entrare in questo piccolo mondo, poco più di 150 pagine, per scoprirlo. Dovevo conoscere Maria, bimba curiosa e intelligente, alla ricerca di una posizione nel mondo, perché "le colpe, come le persone, iniziano ad esistere se qualcuno se ne accorge". Dovevo conoscere Bonaria, la sarta, che "se c'era una cosa che sapeva fare bene era prendere le misure alla gente". In tutti i sensi. Dovevo i ...more
Ingrid Fasquelle
Accabadora. Un titre magnétique, envoûtant, qui résonne comme une formule magique. Certains y entendront la musique de la vie, d'autres la litanie de la mort, c'est selon. Mais Accabadora est avant tout un roman qui invite à la réflexion et amène le lecteur à un questionnement troublant (et très personnel) sur le sens de la vie et celui de la mort.

Là où il eût été facile de succomber à un déballage malsain, Michela Murgia utilise son talent de conteuse, toute la subtilité et le pouvoir des mots,
...more
Lightblue
May 23, 2013 Lightblue rated it liked it  ·  review of another edition
Shelves: italiani
Lo stile è impeccabile, niente da dire, sembra quasi si legga una lunga poesia. E anche lo spaccato nella Sardegna degli anni '50 è interessantissimo. Purtroppo però non sono riuscita ad affezionarmi ai protagonisti e ho trovato la parte su Torino un po' buttata lì, come se appartenesse completamente ad un'altra storia e lì si concludesse. E' il terzo libro che leggo di quest'autrice e devo dire che la apprezzo molto di più nelle vesti comiche di Il mondo deve sapere.
Ema
Romanul Michelei Murgia are o frumuseţe aparte, o poezie care nu poate fi tăgăduită, ascunsă în mici detalii, în întorsături de frază, dar şi în pitoreştile cutume ale vieţii din Sardinia - meleagurile natale ale autoarei. Mi-am dorit să citesc această carte din momentul în care am aflat de existenţa ei; mi-am imaginat, de pe atunci, o lume la graniţa dintre real şi fantastic, cu un strop de pitoresc şi magie - reţeta perfectă pentru a deveni o carte favorită. Nu am luat însă în calcul că, uneor ...more
Tempiirregolari
Jan 01, 2011 Tempiirregolari rated it really liked it  ·  review of another edition
Un libro da leggere per chi ama scrivere: “Accabadora” di Michela Murgia.

In questo primo giorno del 2011 voglio consigliare un libro da leggere per chi ama scrivere (se qualcuno non l’ha ancora letto): Accabadora di Michela Murgia, Premio Campiello 2010, ed.Einaudi.
Maria Listru, quarta figlia di madre vedova, cresciuta come un cucciolo selvatico, viene adottata come fill’ e anima dalla sarta Bonaria Urrai, un’anziana donna taciturna che tutti in paese guardano con rispetto ma anche con un’ombra
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Danilo De rossi
Libro condensato in poche pagine in cui la Murgia affronta temi delicati e spinosi, sfiorandoli più che sporcandocisi realmente le mani. Con uno stile ancora acerbo, ma che già mostra l'eleganza che troverà pieno sfogo in Chirù, l'autrice offre uno spaccato della Sardegna degli anni '50, di cui mostra usanze, tradizioni e credenze. È un romanzo piacevole da leggere, che trasuda verità e che vuole mettere sotto la lente di ingrandimento la questione dell'eutanasia, analizzata però da un'angolazio ...more
stefano
Mar 13, 2016 stefano rated it did not like it  ·  review of another edition
Shelves: ebook, sardegna, novels
Letto tutto d'un fiato, perché volevo vedere se davvero andava a finire come avevo immaginato dalle prime pagine. E va a finire proprio così. Storia banale, infarcita di luoghi comuni da Sardegna magica che fanno venire il voltastomaco. Mentre lo leggevo mi sentivo come Medina Reyes nei confronti di Garcia Marquez: "Non nego la sua qualità di scrittore, ma quelli della mia generazione non si riconoscono nel realismo magico. Lo stile che ha incantato il mondo è una formula usurata per lettori nos ...more
JJ Marsh
Apr 29, 2012 JJ Marsh rated it it was amazing  ·  review of another edition
Beautiful, magical, with a subtle evocation of island culture.
Maria is a fill'e anima - a soul child.
For a mother with too many daughters, it's a neat solution to make a bargain with a sterile woman. A better life for all. And it is.
Maria and Bonaria Urrai grow to understand each other and their place in the unspoken culture of Sardinia in the 1950s.
For Bonaria is the opposite to a midwife. She assists souls on their way out.
The rural landscape and way of life is traditional, charming and br
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Sarasaya
Jan 07, 2012 Sarasaya rated it it was amazing
La bimba che si affretta a tenere il passo dietro alla nuova madre il giorno in cui viene ceduta dalla sua famiglia imparerà presto che colpa e giustizia non sono così facili da identificare in tutte le cose, come per una manciata di ciliegie rubate.
In un luogo in cui sembra non esserci più spazio per Dio ("-Arrivare a beccare nel dolore altrui, certo. Un bell'impegno vi ci guadagnerete di sicuro il paradiso. Ma non sperate, don Franzì, che solo perché mi manca una gamba io adesso sia in cerca d
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Germano Dalcielo
Mar 18, 2016 Germano Dalcielo rated it really liked it  ·  review of another edition
Ho letto questo libro in un giorno, non perchè sia particolarmente scorrevole o perchè tenga incollato alle pagine - la scrittura della Murgia anzi un paio di volte costringe a soffermarsi e rileggere due volte per coglierne la profondità e il senso - ma perchè questo è un libro che fa star male. Si può dire male con la M maiuscola?
Credo di non aver mai letto in vent'anni pagine più pregne, struggenti, dolorose di quelle in cui Maria assiste Tzia Bonaria bloccata nel letto e poi in coma.
Non c'è
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Free Books, .99 &...: Paperback Copy of Accabadora 1 13 Dec 04, 2012 03:22PM  
  • Don Giovanni in Sicilia
  • Canale Mussolini
  • Un calcio in bocca fa miracoli
  • La vedova scalza
  • Reeds in the Wind
  • Non avevo capito niente
  • The Silent Duchess
  • La variante di Lüneburg
  • Spingendo la notte più in là
  • Venere privata (Duca Lamberti, #1)
  • From the Land of the Moon
  • Lessico famigliare
  • Testimone inconsapevole
  • Se ti abbraccio non aver paura: Il viaggio di Franco e Andrea
  • Altai
  • Twice Born
  • L'Agnese va a morire
  • Passavamo sulla terra leggeri
2966342
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.
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“Niente a Soreni era sbeffeggiato e tenuto ai margini quanto uno stupido, perché se l'astuzia, la forza e l'intelligenza si potevano vincere ad armi pari, la stupidità non aveva peggior nemico di se stessa, e la sua fondamentale imprevedibilità la rendeva pericolosa negli amici più ancora che nei nemici.” 1 likes
“Bonaria ventenne aveva già visto abbastanza mondo da sapere che la parola «eroe» era il maschile singolare della parola «vedove».” 1 likes
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