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Accabadora
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Accabadora

3.84 of 5 stars 3.84  ·  rating details  ·  1,024 ratings  ·  144 reviews
La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull’orlo del precipizio. Maria ha sei anni ed è appena diventata «figlia d’anima» dell’anziana Bonaria Urrai, secondo l’uso campidanese che consente alle famiglie numerose di compensare le sterilità altrui attraverso una adozione sulla parola; il patto tacito è che la figlia acquisirà lo status di erede, ma in cambio prom ...more
Paperback, NumeriPrimi, 164 pages
Published 2011 by Einaudi (first published May 25th 2009)
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Roberto
L’inizio è abbastanza originale; la storia, tutta al femminile, vede protagoniste due donne di generazioni distanti fra loro. Il romanzo si apre con una vecchia sarta che vede la giovane Maria rubacchiare in un negozio e la adotta, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge».
La sarta da quel momento insegnerà a Maria l’arte raffinata e difficile della sartoria, ma soprattutto a mantenere l’umiltà necessaria per vivere, e morire, con dignità.

La vecchia e la
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Mia -
Premesso che sto infilando una bella e lunga serie positiva di letture, da "Tutta mio padre" di Rosa Matteucci fino a "La piazza del diamante" di Mercè Rodoreda, e quindi son qui tutta contenta e soddisfatta dalla bella letteratura. Premesso che, a prescindere dal fatto che questo libro di Michela Murgia mi è piaciuto, sto seriamente pensando di tatuarmi addosso la parola Accabadora, che mi rotola in bocca forte e prepotente.

Dunque, "Accabadora" mi è piaciuto, e molto.
È un libro che odora di ter
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Paolo Ciampi
"- Non mi si è mai aperto il ventre, - proseguì, - e Dio sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza, e il senso, e il vino della festa, e tutto quello che serve, quando gli serve. Anche io avevo la mia parte da fare, e l'ho fatta.

- E quale parte era?

- L'ultima. Io sono stata l'ultima madre che alcuni hanno visto".

Che libro potente, Accabadora di Michela Murgia, per quello che dice e per quello che tace, per le parole con cui avvicina il miste
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Donatella
Sono venuta a sapere dell'esistenza delle Accabadoras in Sardegna solo qualche anno fa e sono rimasta affascinata da quest'aspetto della nostra cultura che io, che provengo da una famiglia piuttosto bigotta, non avevo mai sospettato potesse esistere. Di solito non amo molto i libri in cui la sardità viene esposta in modo così marcato, al punto da staccare il racconto da un possibile respiro universale, ma in questo caso ho riconosciuto come mia, al di là della mia ignoranza di superficie, questa ...more
Кремена Михайлова

Сигурно за книги за Южна (островна) Италия трудно мога да кажа, че не ми харесват. Това е „сочната“ част на Италия, в която изобилства от слънце, силни страсти, стари традиции, суеверия, специфични порядки и отношения. Тук отново видях особеното съчетание между консерватизъм и некомформизъм, изразяващ се в това, че хората там си имат нещо специфично, което не се подчинява на никакви външни оценки. В началото се чудех не са ли общи приказки думите за човека от 21-ви век на задната корица. Чак към
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Paola
Accabadora, colei che spegne la vita.
La scrittura é pastosa, trascina il pensiero, le parole definiscono un sentire provato, un’esperienza che ora sai che é condivisa, un patrimonio comune:
“ Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione é la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell’anima.”
Il romanzo di Michela Murgia mantiene sino alla fine tale potente sc
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Eccentrika
Interessantissima e particolare la tematica trattata in questo libro, quella della morte volontaria, nei nostri anni definita eutanasia. Ma ancora più interessante è apprendere che nella Sardegna degli anni '50 questa era una pratica comune, affidata ad una persona che svolgeva l'incarico come se fosse un mestiere. Il libro è scritto molto bene (a parte la caratterizzazione dei personaggi che non mi ha soddisfatta), e soprattutto nella prima parte la storia mi è piaciuta in modo particolare, per ...more
Margherita Dolcevita
Questo romanzo è la dimostrazione che non c'è bisogno di inventarsi storie al limite del paranormale per coinvolgere il lettore, che non c'è bisogno di inventarsi uno stile "all'avanguardia" per distinguersi dalla massa, che non c'è bisogno di riscoprirsi saggisti per trattare temi di oggi, che non c'è bisogno di spendere centinaia di pagine per dire ciò che si ha da dire.
Si può scrivere un ottimo romanzo senza tutto questo.
Basta saper scrivere BENE, conoscere profondamente ciò di cui si sta pa
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Gattalucy
Grazie Michela

Solitamente diffido dai libri che hanno molto successo.
E di questo sapevo mi avrebbe parlato della “dolce” morte (sarà dolce mai?)
E invece vi ho trovato molto di più.
Ho trovato dipanate le emozioni, i groppi alla gola, le lacrime che non si vedono ma che scorrono dentro più salate delle altre. La forza dei bambini che, nati orfani d'amore, possono riconoscersi figli di molte madri che nella vita li aiutano a crescere.
Ma soprattutto la dolce melodia incerta tra la ninna nann
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Giovanna
Non credo che scriverò una recensione completa, ma...non c'è nulla di più bello di un libro che ti sorprende in postivo. Probabilmente non l'avrei letto se avessi fatto di testa mia a causa della mia ostilità verso la narrativa italiana e invece mi sarei persa davvero un bel libro. Quattro stelle pienissime.
Ema
Romanul Michelei Murgia are o frumuseţe aparte, o poezie care nu poate fi tăgăduită, ascunsă în mici detalii, în întorsături de frază, dar şi în pitoreştile cutume ale vieţii din Sardinia - meleagurile natale ale autoarei. Mi-am dorit să citesc această carte din momentul în care am aflat de existenţa ei; mi-am imaginat, de pe atunci, o lume la graniţa dintre real şi fantastic, cu un strop de pitoresc şi magie - reţeta perfectă pentru a deveni o carte favorită. Nu am luat însă în calcul că, uneor ...more
JJ Marsh
Beautiful, magical, with a subtle evocation of island culture.
Maria is a fill'e anima - a soul child.
For a mother with too many daughters, it's a neat solution to make a bargain with a sterile woman. A better life for all. And it is.
Maria and Bonaria Urrai grow to understand each other and their place in the unspoken culture of Sardinia in the 1950s.
For Bonaria is the opposite to a midwife. She assists souls on their way out.
The rural landscape and way of life is traditional, charming and br
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Arwen56
Scritto benissimo, va detto. Con una proprietà di linguaggio che si sta facendo rara, di questi “stitici” tempi. Affronta, inoltre, il tema dell’eutanasia da un’angolazione e da una prospettiva molto originale e ben sostenuta.

O, almeno, lo fa fino a pagina 120 (della mia edizione, s’intende), quando la protagonista parte per Torino.

Dopo di che, precipita nel baratro del déjà vu in un modo talmente rapido che avrei persino potuto anticipare, senza averli letti, le situazioni, i comportamenti e, f
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Maria Stancheva
Прочетох "Акабадора", хареса ми, според мен авторката има големи възможности да се развие и да пише изключителни книги, просто на моменти виждах части от текста, през които прозира структурата на мисълта на големите съвременни романи, но после това се губеше, все едно някой ти е затръшнал вратата под носа, докато си се опитвал да надничаш.
Интересни ми бяха описанията на бита и вярванията в малкото сардинско село и се ядосвах,че са прекалено бегли. Може би книжката трябваше да е малко по-подробна
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charta
Pre-commento:
Murgia scrive bene ma è un po' scarsa sui fondamentali. Per scardinare le regole bisogna conoscerle alla perfezione.
L'ovazione di critica e pubblico per ora non sembra trovare riscontro in una reale consistenza.
Classica situazione di cucina piena di fumo con misero arrosto.

Al termine della lettura l'autrice si conferma dotata di genuino talento nelle belle lettere.
Purtroppo abbondano i topoi sulla sardità, come l'immancabile ed incongrua trasferta in continente e le manipolazioni di
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Lightblue
Lo stile è impeccabile, niente da dire, sembra quasi si legga una lunga poesia. E anche lo spaccato nella Sardegna degli anni '50 è interessantissimo. Purtroppo però non sono riuscita ad affezionarmi ai protagonisti e ho trovato la parte su Torino un po' buttata lì, come se appartenesse completamente ad un'altra storia e lì si concludesse. E' il terzo libro che leggo di quest'autrice e devo dire che la apprezzo molto di più nelle vesti comiche di Il mondo deve sapere.
SIMON Karine
Accabadora est un roman court assez particulier, puisqu’il traite d’une « coutume » ou « culture » ancienne de la Sardaigne.

L’action se passe au siècle dernier essentiellement dans un petit village Sarde, ou nous suivons Maria, une fillette de six ans (au début du roman), qui vient d’être « vendu » comme fillus de anima à Tzia Bonaria, officiellement couturière. Je dis officiellement, car si Maria s’acclimate très vite à sa nouvelle vie, elle découvre très vite que sa mère d’adoption, s’absente
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Tempiirregolari
Un libro da leggere per chi ama scrivere: “Accabadora” di Michela Murgia.

In questo primo giorno del 2011 voglio consigliare un libro da leggere per chi ama scrivere (se qualcuno non l’ha ancora letto): Accabadora di Michela Murgia, Premio Campiello 2010, ed.Einaudi.
Maria Listru, quarta figlia di madre vedova, cresciuta come un cucciolo selvatico, viene adottata come fill’ e anima dalla sarta Bonaria Urrai, un’anziana donna taciturna che tutti in paese guardano con rispetto ma anche con un’ombra
...more
Mark Staniforth
Michela Murgia's Accabadora has not been short of plaudits since it was first published in Italian in 2009: it has won six literary prizes, and it is not hard to see why. Translated by Silvester Mazzarella, it is another slice of historical Sardinian life from MacLehose Press, following Memory Of The Abyss by Marcello Fois, published earlier this year.
Like Fois, Murgia's writing is richly rooted in the traditions of her native land, her careful prose painting a vivid picture of life in 1950s Sar
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Sarasaya
La bimba che si affretta a tenere il passo dietro alla nuova madre il giorno in cui viene ceduta dalla sua famiglia imparerà presto che colpa e giustizia non sono così facili da identificare in tutte le cose, come per una manciata di ciliegie rubate.
In un luogo in cui sembra non esserci più spazio per Dio ("-Arrivare a beccare nel dolore altrui, certo. Un bell'impegno vi ci guadagnerete di sicuro il paradiso. Ma non sperate, don Franzì, che solo perché mi manca una gamba io adesso sia in cerca d
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Germano Dalcielo
Ho letto questo libro in un giorno, non perchè sia particolarmente scorrevole o perchè tenga incollato alle pagine - la scrittura della Murgia anzi un paio di volte costringe a soffermarsi e rileggere due volte per coglierne la profondità e il senso - ma perchè questo è un libro che fa star male. Si può dire male con la M maiuscola?
Credo di non aver mai letto in vent'anni pagine più pregne, struggenti, dolorose di quelle in cui Maria assiste Tzia Bonaria bloccata nel letto e poi in coma.
Non c'è
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Mara
Mi è proprio piaciuto Accabadora! Solitamente sono un po’ diffidente verso libri che vincono premi tipo Strega o Campiello e che sono molto osannati ; in questo caso avevo decisamente torto. E’ un romanzo breve che racconta una storia insolita, dura, triste, reale ed emozionante al tempo stesso, accompagnandoti verso una terra antica piena di storie e tradizioni che non esistono più, senza mai scadere nella banalità. Prosa asciutta e poetica (alcune pagine mi hanno ricordato il ritmo delle canzo ...more
Ingrid Fasquelle
Accabadora. Un titre magnétique, envoûtant, qui résonne comme une formule magique. Certains y entendront la musique de la vie, d'autres la litanie de la mort, c'est selon. Mais Accabadora est avant tout un roman qui invite à la réflexion et amène le lecteur à un questionnement troublant (et très personnel) sur le sens de la vie et celui de la mort.

Là où il eût été facile de succomber à un déballage malsain, Michela Murgia utilise son talent de conteuse, toute la subtilité et le pouvoir des mots,
...more
Mirrordance
Nell'insieme il libro mi è piaciuto. E' bello sentire la voce accentata dell'autrice che legge le pagine che ha scritto. La prima parte del romanzo è piu' piena, riccha, prende ed il lettore si sente immerso nella vita di questo piccolo paese della Sardegna. La pausa "torinese" è una parentesi che aggiunge poco alla storia e dal ritorno in sardegna la narrazione si sfilaccia ed il ritmo perde colpi.
Rosenkavalier
Da rileggere, prima o poi

Ho letto "Accabadora" controvoglia.
Però lo volevo leggere da tempo, è il libro del prossimo incontro del mio gruppo di lettura, è un libro che parla di Sardegna e quindi di parte delle mie origini.
L'ho letto in fretta, avrebbe meritato una lettura più attenta.
Mi è piaciuto, perchè la storia resta impressa.
Descrive rapporti umani in un tempo che appare separato, più che lontano, dal nostro, ma che portano con loro le stesse domande di oggi, solo pronunciate con un accento
...more
Stefania Rossi
Un libro che colpisce perché affronta i temi salienti della vita con una semplicità che rende tutto naturale e logico, anche quello che in genere semplice non lo è. C’è l’accettazione dell’altro, che non è un’accettazione passiva, ma conquistata e quindi consapevole; c’è il legame profondo con le origini, che anche se apparentemente la vita ti allontana, alla fine torni sempre a casa, anche perché di fatto non sei stata mai lontana; c’è la morte, la morte come fine naturale, la morte come libera ...more
Andrew
A brilliant evocation of a very unusual setting for a novel;a Sardinian 'accabadora',Tzia Bonnaria & her 'adopted' daughter,Maria,in a small village in the Sardinia of the 1950s,& their (Sardinians & the two main protagonists) tortured existence as outsiders(Sardinians to those from the continent i.e.mainland Italy) in a strange,semi-mythical world of deceptions & dishonesties.It is beautifully crafted,its authorial tone.by turns, nostalgic & elegaic, & shocking & dis ...more
mauchiz
Accabadora, l'eutanasia faidate
Uno spaccato sulla Sardegna degli anni '50 su sensibilità e costumi che non sono sempre troppo facili da comprendere.
La protagonista,tzia Bonaria Urrai, la sarta di Soreni è l'accabadora, colei che con il consenso della comunità in cui vive si ritaglia il difficile ruolo di accompagnare alla morte chi è ormai senza più speranza.
Romanzo intelligente che fa riflettere su come può essere affrontato con amore, il momento più doloroso della vita: la morte.

Claudia
Pescato a caso in valigia dove attendeva insieme a tanti altri e quindi letto solo casualmente in Sardegna, ma forse proprio per questo ho potuto cogliere sfumature e dettagli che in un altro momento o luogo mi sarebbero sfuggiti.
Il linguaggio, così come la storia, risultano volutamente semplici e quasi ordinari poiché l’obiettivo non è quello di sorprendere con le parole o con l’intreccio di fatti e aneddoti di vita e credenze da paese, ma quello di indirizzare l’attenzione del lettore verso un
...more
Cristina
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Free Books, .99 &...: Paperback Copy of Accabadora 1 11 Dec 04, 2012 03:22PM  
  • Un calcio in bocca fa miracoli
  • Reeds in the Wind
  • Canale Mussolini
  • From the Land of the Moon
  • La variante di Lüneburg
  • Lessico famigliare
  • La vita agra
  • Non avevo capito niente
  • Testimone inconsapevole
  • Don Giovanni in Sicilia
  • Il giorno prima della felicità
  • Se ti abbraccio non aver paura: Il viaggio di Franco e Andrea
  • Altai
  • Acciaio
  • Spingendo la notte più in là
  • Hanno tutti ragione
  • Una lama di luce
  • Un amore
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Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.
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Ave Mary: E la Chiesa inventò la donna Il mondo deve sapere L'incontro Viaggio in Sardegna: Undici percorsi nell'isola che non si vede La acabadora (Narrativa)

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“Niente a Soreni era sbeffeggiato e tenuto ai margini quanto uno stupido, perché se l'astuzia, la forza e l'intelligenza si potevano vincere ad armi pari, la stupidità non aveva peggior nemico di se stessa, e la sua fondamentale imprevedibilità la rendeva pericolosa negli amici più ancora che nei nemici.” 1 likes
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