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L'educazione delle fanciulle: dialogo tra due signorine perbene
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L'educazione delle fanciulle: dialogo tra due signorine perbene

2.85 of 5 stars 2.85  ·  rating details  ·  147 ratings  ·  23 reviews
I primi libri, i primi tacchi alti, il primo bacio.
I secondi libri, le centesime scarpe e i millesimi baci.
L'approccio femminile alla vita a tutte le età.
Un inventario dei comportamenti tipici di maschi e femmine di fronte all'amore, dagli anni Trenta a oggi.
Un dialogo in cui si parla di tutto. Cucina ed eleganza, economia domestica e chirurgia estetica. Coppia, figli, ses
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Paperback, Stile Libero Extra, 105 pages
Published November 29th 2011 by Einaudi
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(showing 1-30 of 261)
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Neophrem
Povera la Littizzetto che dagli occhi dei più si vede fossilizzata nel ruolo dell'irriducibile comica.
Forse è così che Einaudi ha voluto spacciare questo libro, scritto con Franca Valeri, ma in realtà si tratta di due interessantissimi punti di vista provenienti da due differenti donne sia per origini che per personalità.
Tanti sono gli spunti di riflessione (quando si sanno cogliere) e si finisce la pagina con un sentimento agrodolce.
Blowersdaughter
Mah, più che un dialogo mi son sembrati due monologhi che se vanno ognuno per la sua strada...
Callie S.
Banale esperimento commerciale in cui l'una si autocita e l'altra, di fatto, monologa.
Sara
Inizio l’anno col comico. In libreria ho già visto quello nuovo di Gene Gnocchi e letta la prima pagina ho riso rumorosamente. Al Bennet nel frattempo ho trovato questo e siccome la Littizzetto è la parte che seguo con più attenzione a “Che tempo che fa”, l’ho preso subito. Si legge in un paio d’ore, forse meno, ed è una spassosissima incursione nella vita di fidanzata – moglie – madre – nuora dell’ex prof. di Lettere, con le battute taglienti e la messa a nudo degli incidenti quotidiani, come d ...more
Mari
Sono una grande produttrice di utopie, coltivo chimere come gli altri coltivano margherite sui balconi.

Due generazioni di “fanciulle” si confrontano raccontando un po’ della loro vita, e della loro epoca. La Littizzetto l’ho sentita più vicina anagraficamente, ma la Valeri mi è piaciuta di più, l’ho trovata più vera. Le storie della Littizzetto rispecchiano un po’ le gag a cui ci ha abituato, quelle della Valeri mi hanno veramente fatto assaporare un’epoca più lontana. Bellissime entrambe le
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Raffaella
Qualche spruzzo divertente qua e la.
Ma lo scambio tra la Valeri e la Littizzetto sembra non omogeneo, come se non si ascoltassero veramente e sembra che una interrompa l'altra per raccontare il suo punto di vista.
Ho trovato la Valeri alquanto tediosa e troppo bachettona quando invece mi aspettavo qualche manciata in più di ironia sarcastica.
Forse carino se regalato ad una figlia.
☆Roberta☆
Interessante l'idea del confronto generazionale ma gli argomenti potevano essere più approfonditi, nel complesso è un libricino veloce e un po' superficiale. Ho trovato più profondi e brillanti gli interventi della Valeri, peccato sia stato dato più spazio alla Littizzetto.
Roberta
E' una conversazione, tra due donne di generazione diversa, sulle donne di generazione diversa. Apprezzo entrambe le signore e mi e' sembrato di partecipare ad una conversazione tra amiche. Certo, non e' comico come mi aspettavo dalla Littizzetto, ma e' stato piacevole.
Melitta
Deludente e a tratti persino pesante da leggere. Più volte ho pensato di accantonarlo. Speravo in più "freschezza" sugli argomenti trattati.

mauchiz
Più che un libro si può definire un'operazione commerciale.
L'aspetto positivo è che volendo si finisce di leggere in una giornata.
Mariella
L'ho trovato deludente. Privo di mordente, entrambe le autrici ci avevano abituati a ben altro.
Giulia
Nice, and simple, but not so much amusing like other Littizzetto's books.
kat
Di solito, a leggere la Littizzetto un paio di risate te le fai. Me le sono fatte. Due, proprio, di numero.
Per tutto il tempo mi è ronzata in testa l'impressione che questo fosse una specie di saggio di sociologia, o psicologia, o qualcosa del genere, del tipo che ti leggi per un'esame, o per scrivere una tesi di laurea che abbia nel titolo "fanciulle" o "educazione".
Bah. Due stelle.
Soobie's still hurting like the first day
Per quanto corto, non sono riuscita a finirlo.

Lucianina e la Valeri sembravano due entità monologanti i cui pezzi sono stati messi lì a casaccio.

Forse lo riprenderò. Forse no.
Grazia Omicini
Piacevole il confronto tra sistemi educativi e valori diversi tra anni 20-30 e 70. Per alcuni versi, anni luce di differenza, con alcuni punti fissi in comune. Buffo scoprire come la Littizzetto in fondo nasca "ragazza per bene" e in fondo sia più trasgressiva la Valeri.....
Shar
Mi aspettavo di meglio. Una lettura leggera, carina, ma niente di più. Vorrebbe essere un dialogo e invece è piuttosto un "ognuna va per i fatti suoi" senza capo né coda, e alla fine c'è un senso di incompiuto, come se ti lasciassero col discorso a metà. Peccato...
Rita
Come tutti i libri della Littizzetto, sono troppo lunghi, alla fine non ne puoi più, devi leggerli a piccoli bocconi, quando sei in treno, sul pulman, aspetti dal dentista, cose così.
Michaela Macháčková
Un libro molto interessante, pieno di cose con cui sono assolutamente d'accordo.
Laura C.
Tre stelline e mezzo. Simpatico, ma meno pimpante degli altri libri della Littizzetto.
Stefania Marchisio
Luciana Littizzetto alias La Bocca della Verità! Sagace e veritiero
Cri
Luciana ma che fai?
Non ci siamo per niente.
Noia assurda!
Marco
Not so humouristic as I thought! :)
Yubeli
Yubeli marked it as to-read
May 14, 2015
Anna
Anna added it
Apr 17, 2015
Luka Monti
Luka Monti marked it as to-read
Apr 15, 2015
Propezia
Propezia marked it as to-read
Apr 18, 2015
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Figura di spicco della comicità italiana, è anche attrice, scrittrice e speaker radiofonica.
Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio e la laurea in lettere, ha insegnato lettere e educazione musicale. Nel contempo, ha seguito i corsi di recitazione dell’Istituto d’arte e spettacolo sotto la guida di Arnoldo Foà e ha poi iniziato l’attività di doppiatrice, attrice e autrice di spettacoli di c
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“Invece io penso che una cosa che piace molto alla donna è qualcuno che le chieda: come stai? Tutto lì. A me quello che manca di più al mondo è proprio uno che mi chieda come sto. Perché sono sempre io a chiederlo agli altri e a occuparmi del loro benessere. Sarò banale, una femminuccia vanitosa, ma mi piacciono anche i complimenti piccoli, tipo, non so: stai bene pettinata così o come sei carina oggi. Quelle robe facili, che sembrano sciocche, ma in realtà fanno. Perché vuol dire che la persona con cui stai ti guarda ancora. Invece quando stai con degli uomini per tanto tempo, puoi anche arrivare a casa con la testa rasata come Demi Moore in Soldato Jane e lui manco se ne accorge. Non lo fa per cattiveria, solo che non vede più niente di quello che ti succede. Tante volte a me capita che mi taglio i capelli, arrivo a casa e lui non dice nulla. Né nel bene né nel male. Devo prendere a testate il citofono perché si accorga di qualcosa. Ma a questo punto il corteggiamento è un lontano ricordo.” 5 likes
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