Luciano Bianciardi





Luciano Bianciardi


Born
in Grosseto, Italy
December 14, 1922

Died
November 14, 1971


(Grosseto, 1922 - Milano, 1971)
Primogenito di Atide, cassiere di banca, e di Adele Guidi, è sin da piccolo lettore accanito e, nel tempo libero, si dedica allo studio del violoncello e delle lingue straniere. Non ancora diciottenne, consegue nel 1940 la maturità classica presso il liceo Carducci-Ricasoli di Grosseto, per poi iscriversi nello stesso anno alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa. Chiamato alle armi nel gennaio del ‘43, riesce a far ritorno alla città natale solo nell’autunno dell’anno seguente. Nel ‘45 s’iscrive al Partito d’Azione e nel febbraio del ‘48 si laurea con una tesi su John Dewey. In un’inchiesta realizzata assieme all’amico Carlo Cassola per l’”Avanti!” (e pubblicata in volume, nel ‘56, da Later
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“Io non cammino, non marcio: strascico i piedi, io, mi fermo per strada, addirittura torno indietro, guardo di qua e guardo di là, anche quando non c'è da traversare. Sorpreso in atteggiamento sospetto, diceva appunto al telefono quel maresciallo del buon costume, dopo che mi ebbe fermato, caricato sul furgone nero e portato in questura. «Come atteggiamento sospetto?» chiesi io un po' risentito. «Allora lei vuol fare il furbo, ne'?» disse. «Lei camminava lentamente, e si è fermato due volte. Dove andava?» «A passeggio.» «Ah sì, a passeggio? Lei va a passeggio senza cravatta? Da solo? E non tira dritto per la sua strada? Va così lentamente? E si ferma?» Mi tennero chiuso a chiave una nottata intera, e intanto presero informazioni, ma non risultò nulla e mi rimandarono a casa con tante scuse. «Ma anche lei, benedetto ragazzo» concluse il maresciallo del buon costume, paterno adesso. «Anche lei, girare così.»”
Luciano Bianciardi, La vita agra

“È vero, di mio ci aggiungo che questa è a dire parecchio una storia mediana e mediocre, che tutto sommato io non me la passo peggio di tanti altri che gonfiano e stanno zitti. Eppure proprio perché mediocre a me sembra che valeva la pena di raccontarla. Proprio perché questa storia è intessuta di sentimenti e di fatti già inquadrati dagli studiosi, dagli storici sociologi economisti, entro un fenomeno individuato, preciso ed etichettato. Cioè il miracolo italiano?”
Luciano Bianciardi

“In altre parole, a chi scelga una professione terziaria o quartana occorrono doti e attitudini di tipo politico. La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo, ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. Così la bontà di un uomo politico non si misura sul bene che egli riesce a fare agli altri, ma sulla rapidità con cui arriva al vertice e sul tempo che vi si mantiene. E la lotta politica, cioè la lotta per la conquista e la conservazione del potere, non è ormai più -apparenze a parte - fra stato e stato, tra fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla fazione.”
Luciano Bianciardi, La vita agra